• Articolo Fukushima, 2 settembre 2016
  • La Tepco costretta ad ammettere il nuovo disastro

    Fukushima, il muro di ghiaccio si è fuso al primo tifone

  • Le acque contaminate di Fukushima sono fuoriuscite dalla barriera protettiva che si è sciolta in più punti a causa delle forti piogge. Tepco continua a mostrare un ottimismo sempre più indifendibile

Fukushima, il muro di ghiaccio si è fuso al primo tifone

 

(Rinnovabili.it) – Basta un tifone per rivelare il muro di ghiaccio di Fukushima per quello che è: un fallimento su tutta la linea. Che la Tepco, l’azienda che l’ha ideato e messo a protezione del reattore della centrale nucleare giapponese, si ostina a non ammettere. Quello che ha dovuto ammettere ieri è che le piogge degli ultimi giorni hanno iniziato a fondere la sua creatura. Il risultato è che parte delle acque altamente radioattive che conteneva sono fuoriuscite dal reattore, scorrendo verso il mare. A più di 5 anni di distanza, la catastrofe nucleare continua a fare danni.

Com’è stato possibile? Le forti piogge – il servizio meteo giapponese ha calcolato circa 20 cm cumulativi di precipitazioni durante il passaggio del tifone, iniziato a metà agosto – hanno danneggiato la barriera in due modi. Prima di tutto alzando la temperatura del ghiaccio: la parete a sud del reattore 4 è passata da -5°C a +1,8°C mentre nel reattore 3 è schizzata a +1,4°C dai precedenti -1,5°C. Di conseguenza si sono aperte delle “crepe”, permettendo all’acqua contaminata di filtrare. Acqua che è venuta a contatto con quella di falda, il cui livello è ovviamente salito di alcuni centimetri a causa del tifone. Che non è certo un fenomeno eccezionale, ma ha comunque reso inutile l’opera di contenimento costata oltre 300 milioni di euro.

 

In questi giorni Tepco sta iniettando un agente chimico per velocizzare il ri-congelamento del muro di ghiaccio. Una misura-tampone che non cambia la sostanza: l’opera non è la soluzione adatta e continua a mettere a repentaglio l’ambiente circostante. È la conclusione cui è arrivato poche settimane fa un panel di esperti che hanno analizzato nel dettaglio un report di Tepco sul muro di ghiaccio, a 5 mesi dalla sua installazione. “Il piano di bloccare l’acqua di falda con un muro di ghiaccio sta fallendo – ha concluso Yoshinori Kitsutaka, docente di ingegneria alla Tokyo Metropolitan University e membro del panel – L’azienda deve trovare una nuova soluzione, anche se continua ad andare avanti col piano attuale”. Sono 70mila le tonnellate di acqua altamente contaminata dalle radiazioni stoccata ad oggi nei reattori di Fukushima.

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