• Articolo Berlino, 25 agosto 2015
  • Una lettera del ministero dell’Agricoltura ai governi locali

    La Germania annuncia il divieto per gli OGM

  • Il governo Merkel intende avvalersi delle deroghe alla legislazione europea in materia di OGM. Ma la normativa è piena di buchi. Ecco quali

La Germania annuncia il divieto per gli OGM

 

(Rinnovabili.it) – La Germania vieterà la coltivazione di OGM a livello nazionale, esercitando le misure di opt-out previste dalla nuova legislazione in materia approvata dall’Unione europea. Anche se l’Ue approverà nuove varietà di colture geneticamente modificate, il ministro tedesco dell’Alimentazione e dell’Agricoltura, Christian Schmidt, ha informato i governi locali della sua intenzione comunicare a Bruxelles la volontà di utilizzare la nuova clausola. A certificarlo una lettera intercettata dalla Reuters.

 

Il ministro dell'Agricoltura tedesco, Christian Schmidt

Il ministro dell’Agricoltura tedesco, Christian Schmidt

La missiva afferma che c’è tempo fino al 3 ottobre, per gli Stati membri, di annunciare la volontà di agire in deroga (opt-out) alle normative Ue in materia di OGM e, di conseguenza, chiudere le frontiere a colture approvate a livello comunitario. Ampiamente diffuso nelle Americhe e in Asia, il biotech ha diviso l’opinione pubblica e i governi in Europa. La Gran Bretagna è tra i favorevoli, mentre Francia e Germania fanno resistenza. L’Italia è da sempre contraria, e ha posto una moratoria di 18 mesi sulla coltivazione. A livello europeo la battaglia politica vive una fase di stallo da tempo, ed è per questo che la Commissione ha proposto la Direttiva 2015/412 approvata dal Parlamento l’11 marzo scorso, sotto la presidenza italiana dell’Unione. Un «successo politico – secondo il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti – in difesa della nostra eccezionale biodiversità e della specificità ed eccellenza dell’agroalimentare italiano».

 

 

Tuttavia, nonostante all’apparenza la facoltà di vietare gli OGM a livello nazionale sia stata mantenuta, due passaggi della nuova direttiva lasciano pericolosi spiragli. Il primo, contenuto nel punto 6, sostiene che

 

«…gli Stati membri hanno diritto di adottare atti giuridicamente vincolanti che limitano o vietano la coltivazione degli OGM sul loro territorio, dopo che per tali OGM è stata rilasciata l’autorizzazione all’immissione in commercio dell’Unione. Tale flessibilità non dovrebbe tuttavia incidere negativamente sulla procedura di autorizzazione comune, in particolare sul processo di valutazione condotto principalmente dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare».

 

In sostanza, uno Stato dovrà trovare altri motivi, al di fuori da quelli valutati dall’EFSA, per mettere al bando un OGM.

 

La Germania annuncia il divieto per gli OGM 2

 

Nemmeno il punto 16 è molto incoraggiante, quando dispone che

 

«Le limitazioni o i divieti adottati ai sensi della presente direttiva dovrebbero riguardare la coltivazione, e non la libera circolazione e l’importazione, di sementi e materiale di propagazione vegetale geneticamente modificati, come tali o contenuti in prodotti».

 

La battaglia per evitare che gli OGM finiscano anche sul territorio nostrano, insomma, è ben lungi dall’essere conclusa. Anzi.

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