• Articolo Tokyo, 9 luglio 2018
  • Giappone, alluvioni e frane compiono una strage: oltre 114 vittime

  • Uno dei peggiori disastri alluvionali della nazione: milioni di persone costrette a lasciare le loro case. Il premier Abe annulla il viaggio in Europa per guidare i soccorsi

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Continua a salire in Giappone il numero di vittime causate dal maltempo

(Rinnovabili.it) – Mentre le ondate di calore mietono vittime in Canada (54 morti in soli 7 giorni), l’acqua travolge il Giappone. Le piogge torrenziali che si sono abbattute nei giorni scorsi sull’Isola, hanno compiuto una vera e propria strage: le incessanti alluvioni e le frane da esse causate hanno lasciato dietro di sé 114 vittime, oltre 70 dispersi e più di 4 milioni di persone evacuate. E il conto è ancora provvisorio. La situazione più critica si riscontra nelle zone a sud-ovest del Paese, dove si sono registrati fino a 10 cm all’ora di pioggia: si tratta, del livello più alto degli ultimi decenni, secondo quanto riferito l’agenzia meteorologica.

Migliaia di soccorritori stanno ancora combattendo contro fango, acqua e macerie per cercare i sopravvissuti. Ma al momento attuale è difficile quantificare sia i danni che il numero di morti. L’unica cosa certa che, a oggi, si tratta del disastro meteorologico che ha fatto più vittime negli ultimi decenni in Giappone, e ciò include anche le catastrofi ambientali provocate dai violenti tifoni che si abbattono sul territorio durante la stagione delle piogge.

 

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Questa mattina le precipitazioni si sono attenuate nelle zone più colpite, facendo però salire violentemente le temperature e offrendo un nuovo fattore di rischio sanitario per quella fetta di popolazione rimasta da sabato senza acqua ed elettricità. Nel frattempo il premier Shinzo Abe, ha fatto sapere di aver annullato il viaggio in Europa – durante il quale avrebbe dovuto firmare lo Jefta – per guidare la macchina dei soccorsi. Sono stati ampliati gli sforzi di ricerca e il numero di persone impiegate, coinvolgendo 73.000 membri delle forze di autodifesa, agenti di polizia, vigili del fuoco e personale della guardia costiera.

Le raffinerie e i terminal petroliferi non risultano colpiti, ma i blocchi nelle strade che portano a un terminal petrolifero Showa Shell a Hiroshima hanno causato carenze di gas e gasolio nelle vicinanze. “C’è stato un serio impatto sui trasporti e su altre infrastrutture – ha affermato in una conferenza stampa Yasuhiro Yamada, direttore della filiale della banca del Giappone a Osaka – alcune aziende sono state costrette a interrompere temporaneamente la produzione”. Le autorità hanno promesso di alloggiare rapidamente gli sfollati in residenze private ​​o pubbliche.

 

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