• Articolo Roma, 6 giugno 2016
  • In Italia oggi l’evento clou, per il compleanno del Ministero

    La giornata mondiale dell’Ambiente contro il bracconaggio

  • Il massacro e il commercio illegale di animali e piante è stato al centro dell’edizione 2016 della giornata mondiale dell’Ambiente

La giornata mondiale dell’Ambiente contro il bracconaggio 2

 

(Rinnovabili.it) – Milioni di animali strappati ai propri habitat, condannati alla prigionia o alla morte per alimentare la compravendita dei loro corpi. Milioni di alberi rasi al suolo dalla sete di denaro. Sulla loro sorte si è incentrata la giornata mondiale dell’Ambiente, festività proclamata per la prima volta il 5 giugno del 1972 dall’Assemblea delle Nazioni Unite. Quest’anno il focus della celebrazione ha riguardato il grave problema del bracconaggio e del commercio illegale di piante e animali. Un business da 213 miliardi di dollari ogni anno, quarto mercato nero del mondo, che gonfia le tasche di organizzazioni criminali diffuse a rete in tutto il pianeta.

Il termine traffico di natura, utilizzato per descrivere il fenomeno, dovrebbe far riflettere sulla concezione dell’ambiente che l’uomo ha forgiato negli anni: uno spazio a completa disposizione dell’umano, costruito intorno ai suoi bisogni e funzionale alla sua perpetuazione, senza il riconoscimento al resto del vivente della dignità o del diritto ad una esistenza libera e selvaggia.

 

La giornata mondiale dell’Ambiente contro il bracconaggio

 

La giornata mondiale dell’Ambiente ha evidenziato lo stato critico di otto specie: per la fauna orango, tigre, elefante, rinoceronte, tartaruga marina, pangolino e bucero dall’elmo. Per la flora, il palissandro. Tuttavia si tratta di una minima parte delle 7 mila specie minacciate dalle attività umane. Ogni anno in Africa vengono cacciati illegalmente più di 30 mila elefanti, mentre Paesi come la Tanzania e il Mozambico hanno perso in soli 5 anni tra il 50 e il 60% della loro popolazione. Ogni anno il 10% dei gorilla di pianura è massacrato dai bracconieri, mentre in Zimbabwe è scomparso in pochi anni il 60% dei rinoceronti. Nel bacino del Congo, in quest’ultimo decennio, è stato falciato quasi il 70% degli elefanti. Letteralmente distrutta anche la popolazione di pangolini, che in alcune regioni è calata del 90%, così come alcune specie di squali, ridotte del 98%.

 

La giornata mondiale dell’Ambiente contro il bracconaggio 3Ma non c’è bisogno di andare lontano per constatare il massacro quotidiano compiuto dai cacciatori: in Italia, ogni anno, i bracconieri falciano la vita di milioni di animali, in una carneficina spaventosa e crudele.

«Il commercio illegale è un grave motivo di allarme – ha detto il segretario generale dell’ONU, Ban Ki-moon – Migliaia di specie selvatiche vengono spinte sempre più vicino all’estinzione».

Il cuore dell’evento, quest’anno, è stata l’Angola, ma tutti gli Stati hanno messo in campo migliaia di iniziative per onorare questa ricorrenza. Nel nostro Paese oggi si celebra un doppio evento: al Ministero dell’Ambiente, infatti, si festeggiano anche i 30 anni del dicastero, istituito nel 1986 dal ministro dell’Ecologia Valerio Zanone. Alla cerimonia parteciperanno il Ministro attuale, Gian Luca Galletti, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso.

Un Commento

  1. lupoide
    Posted giugno 7, 2016 at 10:11 pm

    Giornata mondiale del bracconaggio è in Italia un governo cui premier non è un eletto dal popolo…decide dopo 193 anni di storia di abolire il Cfs per accorparlo in altra forza. La polizia provinciale che in grandissima parte d’Italia era il primo presidio dedicato contro il bracconaggio nonostante l’esiguità del personale è stata oggetto di incomprensibili e pasticciate riforme. In Calabria o in Campania, per esempio, tra le prime regioni italiane per bracconaggio, le regioni non hanno stipulato uno straccio di convenzione con i corpi di polizia provinciale per la vigilanza ittico e venatoria…spendono soldi per la tutela dell’ambiente e mi chiedo quale sia questa tutela se poi la vigilanza antibracconaggio è azzerata!!!! Il ministro dell’Ambiente faccia una ricognizione e si sostituisca là dove il bracconaggio dilaga anche perché le istituzioni locali non fanno niente. L’Italia è in pre procedura infrazione dalla UE proprio per aspetti legati alla caccia e alla vigilanza…questa è la politica ambientale di questo anomalo Paese.

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