• Articolo Washington, 20 luglio 2016
  • I dati di Nasa e Noaa

    Giugno frantuma ogni record di riscaldamento globale

  • Il mese scorso è stato più caldo di 0,9°C rispetto alla media delle temperature del ‘900. L’ultimo giugno con un clima al di sotto della media risale ormai a 40 anni fa

Giugno frantuma ogni record di riscaldamento globale

 

(Rinnovabili.it) – Altro mese, altro record bollente. È stato il giugno più caldo di sempre, ma il dato che più conta è un altro. Ciascuno degli ultimi 14 mesi ha infranto ogni record precedente di riscaldamento globale, facendo salire la colonnina di mercurio ogni volta di qualche decimo di grado. Secondo i dati diffusi dai climatologi della Nasa e del Noaa, giugno è stato più caldo di 0,9°C rispetto alla media delle temperature del secolo scorso, nonché il giugno più caldo da quando esistono rilevazioni scientificamente attendibili, cioè dal 1880. Altro dato da tenere in considerazione: l’ultimo giugno con un clima al di sotto della media risale ormai a 40 anni fa.

La striscia di nuovi record è iniziata ad aprile 2015, poi è arrivato El Nino a supportarla, con il riscaldamento delle acque dell’oceano Pacifico. Adesso El Nino è passato ma il riscaldamento globale non si ferma. Secondo il climatologo della Nasa Gavin Schmidt, “mentre il fenomeno El Nino nel Pacifico tropicale dello scorso inverno ha fatto impennare le temperature da ottobre in poi, adesso è la tendenza di fondo che sta producendo questi numeri da record”.

 

Le zone più colpite sono Australia, Gran Bretagna, Hong Kong e Spagna: lì i termometri hanno registrato aumenti superiori a 1°C rispetto alla media. La Nuova Zelanda ha avuto i sei mesi più caldi di sempre, dall’inizio delle rilevazioni. A contribuire in modo sostanziale alle temperature del 2016 sono stati principalmente due fattori. Da un lato il livello record di concentrazione di CO2 in atmosfera, che ha da poco superato la soglia psicologica di 400 parti per milione. Dall’altro lato, i record (questa volta in negativo) dell’estensione dei ghiacci dell’Artico, che quest’anno per 5 mesi su 6 hanno registrato i minimi storici dall’inizio delle rilevazioni satellitari nel 1979.

È sempre più probabile, ormai, che il 2016 diventi l’anno più caldo di sempre. Con questi dati, l’obiettivo dell’accordo sul clima di Parigi – mantenere l’aumento delle temperature ben al di sotto dei 2 °C, facendo il possibile per restare entro 1,5 °C – è sempre più a rischio.

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