• Articolo Brruxelles, 12 luglio 2016
  • Dopo il vergognoso rinnovo dell'autorizzazione al pesticida

    Glifosato, dalla UE arriva il “contentino” per la società civile

  • La Commissione ha proposto di limitare l’uso del glifosato nelle aree pubbliche e ha bandito una sostanza usata come co-formulante per molti pesticidi, compreso il Round Up di Monsanto

Glifosato, dalla UE arriva il “contentino” per la società civile

 

(Rinnovabili.it) – I paesi membri hanno approvato ieri una proposta della Commissione europea per limitare l’uso del glifosato e bandire una sostanza impiegata come co-formulante per diversi pesticidi, compreso il Round Up di Monsanto. La decisione contraddice, in linea di principio, la scelta di prolungare l’autorizzazione all’uso del glifosato di altri 18 mesi che è stata adottata nemmeno 15 giorni fa: in questo modo, infatti, il principio di precauzione che innerva i trattati costitutivi dell’UE non viene affatto rispettato.

La proposta è passata con una maggioranza qualificata al primo tentativo, adesso gli stati membri dovranno armonizzare le proprie legislazioni nazionali con queste nuove disposizioni. Uno dei punti più rilevanti è lo stop al polietossilato (POE) tallwamine, una sostanza chimica che viene impiegata per miscelare molecole diverse in un gran numero di pesticidi ed erbicidi, primi fra tutti quelli a base di glifosato.

La base scientifica di questa decisione è lo stesso rapporto dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) dello scorso novembre, in cui si negava che il glifosato fosse cancerogeno (in contraddizione con il parere dello IARC, l’analoga agenzia dell’ONU). Riguardo a questo polietossilato, l’EFSA concludeva che aveva una tossicità più alta del glifosato, benché non fosse stato possibile studiare appieno gli effetti dell’esposizione a tale sostanza.

 

Inoltre, il voto di ieri prevede che gli stati mettano delle restrizioni all’uso del glifosato nelle aree pubbliche, specie se frequentate da bambini (un qualsiasi parco, dunque), e li impegna a “prestare particolare attenzione” alla protezione delle falde acquifere.

A ben vedere, questo voto chiude il recinto quando ormai le vacche sono scappate: senza un divieto totale, infatti, non è possibile tutelare adeguatamente la salute dei cittadini. Se poi, come la decisione lascia intendere, sussistono ancora dubbi sulla non tossicità della sostanza, allora secondo il principio di precauzione sarebbe stato necessario bloccarne l’uso in attesa di pareri scientifici risolutivi. Invece è successo l’esatto opposto.

L’Italia, insieme alla Francia e altri 20 paesi membri ha appoggiato la proposta della Commissione. Germania e Malta invece si sono astenuti, anche se Berlino ha già vietato l’uso della tallowamine per legge a livello nazionale e Valletta aveva votato contro il rinnovo della licenza al glifosato a fine giugno.

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