• Articolo Arlington, 14 ottobre 2014
  • 7000 basi militari USA si trovano a far fronte ad eventi climatici estremi. Come tenerle in piedi?

    Il global warming cambia il modo di fare la guerra

  • Un report del Pentagono mette nero su bianco le difficoltà dell’esercito americano causate dal global warming. Servono misure di adattamento

Il global warming cambia il modo di fare la guerra.(Rinnovabili.it) – Il global warming sta cambiando il modo in cui gli Stati Uniti si preparano alla guerra. Secondo un report del Pentagono il sistema degli armamenti, gli esercizi di allenamento, le installazioni militari, tutto va rivisto e adattato alle nuove mutate esigenze dettate dal cambiamento climatico. Il Segretario alla Difesa, Chuck Hagel, lo ha detto in un meeting di alto livello con i leader militari: il Pentagono sta assumendo radicali iniziative per approntare cambiamenti nei sistemi operativi e nelle installazioni, un atto di precauzione nei confronti dell’innalzamento dei livelli del mare, le siccità e i disastri naturali dovuti al climate change.

 

«Un clima in metamorfosi avrà impatti sensibili sul comparto militare e sul modo in cui si eseguono le missioni» ha scritto Hagel nell’introduzione al report del Pentagono. Da tempo gli strateghi americani avevano notato le complicazioni che i mutamenti del clima avrebbero provocato a  in campo militare. Ma per la prima volta, il report di ieri è segno di un passaggio dalla considerazione del clima come minaccia, a variabile da racchiudere in una vasta gamma di decisioni operative.

«Il rischio del climate change è diventata una realtà – dice Sherri Goodman, presidente del military advisory board, un gruppo di ex generali e alti ufficiali che studia la sicurezza nazionale – Perciò dobbiamo pianificare, programmare e finanziare in funzione di esso, da ora al prossimo futuro».

 

I teatri di battaglia in futuro potranno essere terre desertiche, luoghi alluvionati, tempeste o eventi estremi. I soldati dovranno abituarsi a temperature più alte e la marina testare sonar e altri sistemi per far fronte alla acidificazione degli oceani.

Un altro problema, anche piuttosto costoso, è la collocazione geografica di 7000 basi militari. Una volta i luoghi in cui sorgono non erano soggetti ai cambiamenti climatici, mentre ora è cambiato tutto. L’area di Hampton Roads, in Virginia, che ospita la più grande concentrazione di forze armate USA, già oggi si trova minacciata delle inondazioni e delle tempeste. Le basi del sudovest, invece, si trovano a combattere con il problema opposto: siccità e carenza di energia elettrica. Non cambiano le cose nell’Artico, dove lo scioglimento dei ghiacci è diventato un problema. Non si tratta di prendere – letteralmente – armi e bagagli e trasferire le strutture. Non ancora, almeno. Però si immagina già di ridurre le esercitazioni all’aperto per colpa delle ondate di calore, o anche rendere le armi più resistenti alla polvere e alla temperatura. Con l’innalzamento delle temperature aumentano, infine, anche i rischi di diffusione delle malattie tra i soldati.

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