• Articolo Palermo, 17 luglio 2015
  • Goletta Verde assegna la bandiera nera alle trivelle di Renzi

  • Legambiente: “Scelte scellerate di politiche energetiche a vantaggio unicamente delle compagnie petrolifere, che non tengono conto delle richieste sempre più pressanti delle comunità locali”

Oil platform

 

(Rinnovabili.it) – Goletta verde sbarca in Sicilia e dalle coste della Trinacria rilancia ancora una volta manifesto #StopSeaDrilling consegnando al premier Matteo Renzi la bandiera nera. Ogni anno il vessillo è consegnato ai “pirati del mare”, coloro che a detta di Legambiente portano avanti un modello insostenibile per le nostre acque. E nell’anno dello sblocca trivelle e della pioggia di permessi per le esplorazioni petrolifere, la bandiera non poteva essere che assegnata al Governo. Attualmente le compagnie di idrocarburi  tengono sotto scacco un’area grande quanto l’Inghilterra: solo nel basso e medio Adriatico, nel mar Ionio e nel Canale di Sicilia (le aree maggiormente interessate da giacimenti petroliferi) sono infatti attivi 15 permessi di ricerca rilasciati (5.424 kmq), 44 richieste avanzate dalle compagnie per la ricerca (26.060 kmq) e 8 per la prospezione (97.275 kmq), oltre le 5 richieste di concessione per l’estrazione di petrolio (558,7 kmq).

 

E come se la situazione non fosse sembrata abbastanza grave prima, ieri sono arrivate le dichiarazioni del ministro Federica Guidi che, rispondendo ad una interrogazione dell’On Latronico (FI) al question time in Parlamento sui permessi di ricerca nel Mar Jonio – ed in particolare dell’istanza D79 di Enel Longanesi -, ha sostenuto che “la tecnica di prospezione airgun non comporta alcun effetto né sui fondali né sulla fauna marina”. “Le parole pronunciate dal ministro Guidi ci preoccupano molto e non considerano le conclusioni a cui sono arrivati numerosi studi, ricerche e regolamenti nazionali e internazionali sottolinea Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente -. Zampetti ricorda come lo stesso Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) nel rapporto del maggio 2012, avesse riportato i molteplici effetti negativi che l’utilizzo dell’airgun comporta sulla fauna marina e sui cetacei in particolare. “Non tenerne conto vuol dire negare l’evidenza. Il ministro sostiene inoltre che non c’è nessun conflitto tra le attività estrattive e le attività tursitico-balneari. Si ignora per l’ennesima volta la mobilitazione di intere comunità lungo tutte le coste italiane (e non solo) contro il petrolio, che vede uniti cittadini, associazioni, associazioni di categoria, istituzioni. Un fronte che cresce a vista d’occhio è che non permetterà di anteporre l’interesse delle compagnie petrolifere alla salute ed al futuro dei nostri mari.”

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Current ye@r *