• Articolo Ancona, 6 agosto 2014
  • Nuova tappa per la campagna di Legambiente

    Goletta Verde: nelle Marche le acque non sono tutelate

  • La Goletta Verde di Legambiente ha campionato le acque delle Marche evidenziando casi di forte inquinamento e aree virtuose, ma molto rimane da fare

Goletta Verde(Rinnovabili.it) – Dieci dei 12 punti campionati nelle Marche risultano fuori legge. Questo il bilancio della tappa di Goletta Verde, che rivela ancora una volta come la cattiva gestione delle depurazione delle acque si traduca in un problema ambientale spesso sconosciuto alla popolazione.

“La Regione Marche ha di fronte una sfida non più rinviabile. Vanno coinvolti tutti ma anche e soprattutto i sindaci delle città e dei piccoli centri marchigiani, sulla costa come nell’entroterra, che devono abbandonare ogni campanilismo e farsi promotori di azioni mirate per la tutela delle acque e per la conservazione dell’ecosistema fluviale” ha dichiarato Legambiente dopo aver specificato che sono dieci i punti risultati “fuorilegge”, di cui otto “fortemente inquinati”, rispetto ai 12 monitorati lungo i 180 chilometri di costa, nei quali è stata evidenziata una carica batterica al di sopra dei valori consentiti dalla legge.

 

“Il nostro Paese vive un vero e proprio deficit depurativo – dichiara Simone Nuglio, portavoce di Goletta Verde-. Gli scarichi del 22% della popolazione non vengono correttamente depurati e rischiano di provocare l’inquinamento del mare, dei fiumi e dei laghi. È per questa battaglia di civiltà che il monitoraggio di Goletta Verde è incentrato proprio su tratti di mare interessati da fenomeni di inquinamento legati a mancata o insufficiente depurazione, come le spiagge in prossimità a foci di fiumi e canali. Il nostro fine è quindi diverso da quello delle autorità preposte, alle quali non vogliamo sostituirci. Pur non assegnando patenti di balneabilità è evidente che la fotografia scattata da Goletta Verde raffigura una regione in evidente difficoltà sul fronte della depurazione. I giorni che hanno preceduto i campionamenti sono stati caratterizzati da intense piogge e questo può avere influito sulla qualità delle acque campionate. Le condizioni meteorologiche non possono però essere un alibi al quale appellarsi per nascondere ben altre responsabilità. È inoltre opportuno sottolineare come quasi tutti i punti da noi campionati risultano balneabili sul Portale delle Acque, il sito gestito dal ministero della Salute, realizzato grazie all’elaborazione dei dati dell’Arpa e delle Regioni. Vorremmo una volta per tutte che Regione, Arpa, Comuni e ministero della Salute facessero chiarezza su questa situazione, lavorando non solo su un necessario adeguamento della depurazione, ma anche e soprattutto, a brevissimo termine, sulla corretta informazione a bagnanti e cittadini”.

 

Solamente i prelievi effettuati ad Ancona e Sirolo hanno dato esiti positivi che rispecchiano una maggiore attenzione all’ambiente e alla depurazione delle acque. Troppo poco per una regione che vanta 180 km di coste e numerosi corsi d’acqua nell’entroterra. Nella provincia di Ancona i campionamenti “fortemente inquinati” sono quelli alla foce del canale presso stazione Torrette del capoluogo; alla foce del fiume Esino in località Rocca Priora a Falconara Marittima; alla foce del canale in località Ponte Rosso (presso lungomare Alighieri, altezza via Dalmazia) a Senigallia. In provincia di Pesaro-Urbino, alla foce del torrente Arzilla a Fano e alla foce del fiume Tavollo a Gabicce Mare. Ancora: a San Benedetto del Tronto (foce torrente Albula) e Grottammare (foce torrente Tesino), in provincia di Ascoli Piceno; a Porto San Giorgio (foce fosso Rio Valloscura), in provincia di Fermo; a Civitanova Marche, in provincia di Macerata (foce fosso Asola). “Inquinato”, invece, il campionamento eseguito aPorto Sant’Elpidio (spiaggia antistante il fosso Castellano).

 

“Il quadro che emerge dai monitoraggi di Goletta Verde desta di certo preoccupazione, soprattutto perché testimonia ancora una volta le criticità dei nostri fiumi e dei nostri torrenti che continuano a riversare in mare scarichi non depurati adeguatamente – afferma Francesca Pulcini, vicepresidente di Legambiente Marche -. Laddove, anche grazie alla nostra azione di denuncia, si è insistito nella depurazione dei tratti di costa balneabili lungo la costa e nel portare avanti una politica di qualità, i risultati non sono tardati ad arrivare. Purtroppo, però, la regione Marche stenta a decollare sul fronte della depurazione e, così come testimoniano i dati Istat, è tra le regioni messe peggio in Italia rispetto ai carichi inquinanti trattati da impianti. Un ruolo importante ora deve essere quello dei sindaci delle città e dei piccoli centri marchigiani, soprattutto dell’entroterra, che devono farsi promotori di una stretta collaborazione con i soggetti preposti per attuare le misure necessarie alla tutela delle acque e della conservazione dell’ecosistema fluviale. E’ anche per questo motivo che la tappa di Goletta Verde nelle Marche ha voluto rilanciare e segnare un passo decisivo anche per l’attuazione del “Contratto di fiume” del fiume Misa e, in generale, stimolare a percepire il nostro territorio in un’ottica di insieme che di certo non può prescindere dalla qualità dello sviluppo sostenibile dell’entroterra e della fascia costiera”.

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