• Articolo Amsterdam, 8 febbraio 2012
  • Greenpeace aggiorna la classifica

    Google vince la sfida delle aziende IT amiche del clima

  • Quali sono gli sforzi delle società leader dell’Information Technology sul fronte ambientale e climatico? Lo rivela oggi la quinta edizione di “Cool IT”

(Rinnovabili.it) – “Chi è abbastanza ‘cool’ per raffreddare il pianeta?” chiede ancora una volta Greenpeace al mondo dell’Information Technology. L’associazione ambientalista ha rilasciato oggi la quinta edizione del proprio rapporto Cool IT, in cui classifica compagnie hi-tech in base all’impegno dimostrato nel cercare e applicare soluzioni tecnologiche per combattere i cambiamenti climatici e diminuire la propria impronta ecologica. Nell’ultima versione della pubblicazione, a sorpresa, il primo posto va al gigante di Mountain View.

Gooogle ha spodestato l’ex reginetta in carica, la californiana Cisco, grazie ad una politica di comunicazione che ha messo a nudo sia l’impronta energetica della compagnia sia il piano di aziendale per la riduzione delle emissioni. A questo va aggiunto uno dei punti forti, da sempre, di Big G: è la compagnia più forte sul piano politico, avendo abbracciato una chiara “vision” verso le energie pulite e continuando a fare sentire la propria voce sulla necessità immediata che sia Usa che Ue riducano aggressivamente le emissioni.

“I giganti della tecnologia hanno una reale opportunità d’usare il loro potere e la loro influenza per cambiare il modo di produrre e utilizzare l’energia. Google è in cima alla tabella perché sta investendo più di tutti nell’energia rinnovabile”, ha detto l’analista di Greenpeace International, Gary Cook. La rapida espansione globale delle infrastrutture di telecomunicazione e data center sta determinando un significativo aumento della domanda di energia in molti settori, proveniente in gran parte da fonti sporche come il carbone e il gasolio. “Il settore IT deve usare la sua influenza, lo spirito innovativo e il know-how tecnologico per superare le compagnie energetiche inquinanti e spingerci ad una transizione verso la green economy”.

 

Insieme Google anche Cisco e Dell si distinguono nella classifica: il merito va alla loro capacità di essere riuscite a rifornire, a livello globale, ciascuna delle loro infrastrutture con almeno il 20% di energia da fonti rinnovabili. L’azienda giapponese di telecomunicazioni Softbank si è invece distinta come esempio virtuoso di leadership ambientale per aver sostenuto l’immediato abbandono dell’energia nucleare e l’uso di fonti pulite e sicure nel dibattito successivo alla tragedia di Fukushima.

Posti di fondo per NECTelefonicaTCS a causa di scarse performance nello sviluppo di soluzioni tecnologiche ed energetiche non impattanti sul clima, nell’abbattimento di emissioni di gas serra, nella disponibilità a sostenere pubblicamente l’energia pulita. Ma la vera maglia nera va a Oracle: un punteggio basso per non essere stata in grado di comunicare in maniera trasparente riguardo le sue politiche di approvvigionamento energetico.