• Articolo Bruxelles, 24 novembre 2015
  • Battaglia politica con la Commissione Ue

    I governi europei non vogliono ridurre l’inquinamento

  • La proposta di direttiva sulle emissioni della Commissione europea non piace agli Stati membri, che vogliono alzare i limiti all’inquinamento

I governi europei non vogliono ridurre l'inquinamento

 

(Rinnovabili.it) – Gli Stati membri non intendono sforzarsi per evitare di superare i tetti nazionali all’inquinamento, così stanno facendo pressioni sulla Commissione europea perché nella revisione della direttiva NEC (National Emission Ceilings) indebolisca tali limiti e li trasformi in governi virtuosi. Si chiede, in particolare, che i Paesi possano violare i loro impegni annuali di riduzione delle emissioni velenose durante estati secche o inverni freddi, quando impianti di riscaldamento e refrigerazione vanno a tutta birra. Se si potesse fornire stime medie ogni tre anni, suggeriscono gli Stati membri, si potrebbe annacquare questo picco delle emissioni.

La Commissione ha fissato un obiettivo di riduzione del 52% degli oneri sanitari dell’inquinamento atmosferico entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005. Molti Stati membri tentano di indebolire questo obiettivo, ma la Bruxelles è fortemente contraria a scendere sotto la soglia del 50%.

 

I governi europei non vogliono ridurre l'inquinamento 3Il mese prossimo iniziano i negoziati con il Parlamento europeo, così che i governi dovranno finalizzare la propria posizione entro tempi limitati. Si va verso la “regola dei tre anni”, da applicarsi se i Paesi sono in grado di dimostrare che un adattamento della loro politica energetica volto ad affrontare il cambiamento stagionale «comporterebbe costi sproporzionati, compromettere sensibilmente la sicurezza energetica nazionale o metterebbe a rischio sostanziale di povertà energetica una parte significativa della popolazione», si legge in una bozza di documento del Consiglio europeo.

La Commissione europea ha proposto obiettivi al 2030 per la nuova legge, da raggiungere con una progressione lineare consentita da obiettivi intermedi vincolanti per il 2025. La “regola dei tre anni” comprometterebbe l’impianto normativo definito dall’esecutivo europeo, secondo le ONG, provocando gravi rischi per la salute.

 

I governi europei non vogliono ridurre l'inquinamento

 

Per ammorbidire la direttiva, gli Stati membri stanno anche considerando di chiedere alla Commissione di introdurre una progressione non lineare verso l’obiettivo 2030, se questa risultasse «economicamente o tecnicamente più efficiente», dove l’economia risiede tutta nell’inerzia.

I rappresentanti nazionali discuteranno domani il livello di ambizione da adottare (o da non adottare) per le emissioni di SO2, NOx, ammoniaca, PM 2.5 e composti organici volatili. La maggioranza degli Stati membri, Italia compresa (dichiarazioni del Ministro Galletti) vuole escludere il metano dalla direttiva, contrariamente alla proposta della Commissione. Salterà con tutta probabilità anche l’obiettivo intermedio vincolante del 2025.

Un Commento

  1. Gianfranco Lapertosa
    Posted novembre 26, 2015 at 7:14 pm

    Non ci sono commenti, solo se si riuscisse a far trarre un utile a le varie pance ingorde dei nostri politici creando un ambiente pulito, avremmo qualche speranza di attirare la loro attenzione sul problema inquinamento. Finche il business sarà il contrario non ci sono speranze. Forse la soluzione è propio questa; creare business non inquinando.
    A capo dei governi non abbiamo delle menti sane, obiettive, lungimiranti, ma solo degli emeriti ottusi e imbecilli, camikaze, votati alla morte, come dei maiali che continuano a mangiare sino a scoppiare, pur di acchiappare quanti più soldi e potere possibile. Anche se questo vuol dire andare incontro alla morte.
    ma tanto loro vivono alla giornata e sono così cechi che se gli scoppia una bomba sotto il culo neanche se ne accorgono. Al limite dopo prendono delle precauzioni.
    Cordiali saluti
    Gianfranco Lapertosa.

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