• Articolo , 14 maggio 2019
  • La Grande barriera corallina usata come ‘scalpo elettorale’

  • Il governo si loda per l’impegno ambientale ma gli esperti insorgono: l’Australia non sta facendo abbastanza contro le emissioni e il riscaldamento globale sta decimando i coralli

grande barriera corallina

Morrison: «Tolta la Grande barriera corallina dalla lista di siti in pericolo: l’abbiamo salvata». Ma l’elenco non esiste

(Rinnovabili.it) – Per Scott Morrison, Primo Ministro australiano, il Governo ha “salvato” la Grande barriera corallina, togliendo finalmente il prezioso ecosistema da una lista contenente i siti e i luoghi nazionali identificati come a rischio. L’elenco, tuttavia, non esiste e il Primo Ministro ha suscitato l’ira del governo locale del Queensland e della comunità scientifica: «Esiste qualcosa di simile, per la verità, ovvero una lista di patrimoni mondiali dell’umanità che sono stati considerati a rischio – ha dichiarato Terry Hughes direttore dell’Australian research council e del Centro studi Coral Reef tuttavia la Grande barriera corallina non è mai stata inserita in questo elenco».

 

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«Abbiamo salvato la Grande barriera corallina togliendola dalla lista di siti in pericolo di estinzione»,- ha dichiarato Morrison a Melbourne durante un evento legato alla campagna elettorale del Partito Liberale, ringraziando pubblicamente Greg Hunt e Josh Frydenberg, già ministri dell’ambiente nelle scorse legislature.
Il Governo della Coalizione per la Nazione, tuttavia, ha continuato ad aumentare le proprie emissioni di gas serra e questo, stando alle dichiarazione del professor Hughes al ‘Brisbane Times‘ «è realmente dannoso per la barriera», così come dello stesso avviso è l‘Australian institute of marine science (l’agenzia governativa che si occupa del monitoraggio della barriera).
«La sopravvivenza della barriera – ammette Hughes – è legata ai cambiamenti climatici: nel 2016, a causa di ondate di calore marino senza precedenti, la metà dei coralli è stata uccisa».

 

L’Unesco già nel 2017 aveva scelto di non inserire la Grande barriera corallina come ‘sito in pericolo’ dopo aver esaminato il piano del Governo denominato “Reef 2050“: un provvedimento della durata di 35 anni che sanciva misure al fine di «garantire la vita della Barriera migliorando il suo status e il proprio valore universale da ora [2017 n.d.r.] al 2050 per far sì che continui ad essere una meraviglia naturale per le generazioni future».

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