• Articolo Incheon, 10 luglio 2019
  • Green Climate Fund, cosa cambia e perché è importante

  • La 23a riunione del consiglio per il Fondo verde per il clima (GCF) ha approvato dieci progetti e nuove procedure decisionali da applicare in mancanza di consenso tra i Paesi

Green Climate Fund

 

 

Il Green Climate Fund cambia le sue regole in modo che nessuna singola nazione possa bloccare i finanziamenti

(Rinnovabili.it) – Ben 266,9 milioni di dollari da destinare all’azione per il clima nei paesi in via di Sviluppo. Queste le nuove risorse che confluiranno nel Green Climate Fund secondo quando stabilito dalla 23° riunione del consiglio direttivo. I soldi sosterranno 10 progetti di resilienza climatica e ripristino forestale in dieci nazioni differenti, portando il portafoglio del Fondo a oltre 5,23 miliardi di dollari (l’obiettivo iniziale era quello di raccogliere 100 miliardi entro il 2020).

 

Come spiega il co-presidente Nagmeldin Goutbi Elhassan Mahmoud: “L’approvazione dei nuovi progetti per 267 milioni di dollari rafforza l’importanza della GCF per i Paesi in via di sviluppo. In meno di quattro anni GCF ha costruito un portafoglio impressionante ed è pronto ad accelerare il supporto per far fronte all’urgenza della crisi climatica”.

 

>>Leggi anche 10 progetti della FAO per sostenere il Fondo verde per il clima<<

 

Il fondo stato istituito nel 2010 durante la 16° COP sui cambiamenti climatici come entità del meccanismo finanziario dell’UNFCCC; il suo obiettivo e sostenere gli sforzi dei paesi più deboli nel rispondere alla sfida del surriscaldamento globale, limitando le emissioni di gas serra o favorendo politiche di adattamento.

 

Al di là delle nuove risorse, la riunione ha introdotto una grande novità per il Green Climate Fund: dopo anni di intensi negoziati, il consiglio ha approvato un nuovo sistema di voto da utilizzare quando il consenso fallisce. Più precisamente  i governi non saranno in grado di porre unilateralmente il diritto di veto ai progetti finanziati a livello internazionale. “Si è trattato di un enorme esercizio di fiducia e del riconoscimento che il futuro del fondo si costruisce meglio insieme che l’uno contro l’altro”, ha spiega Liane Schalatek, osservatrice della Fondazione Heinrich Böll.

 

Il Consiglio ha inoltre adottato nuovi standard per l’attuazione della Politica antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo. Gli ultimi rimaneggiamenti, tuttavia, non cancellano le critiche da parte dei destinatari delle risorse secondo cui l’assegnazione del denaro è un processo ancora troppo lento. L’analisi del World Resources Institute (WRI) prima dell’ultima riunione ha rilevato che il Green Climate Fund aveva erogato il 10% dei finanziamenti approvati nei suoi primi quattro anni di attività, rispetto al 17% dei fondi di investimento per il clima (Cifs), al 26% del Fondo ambientale mondiale e al 42% del  Fondo di adattamento.

 

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