• Articolo Roma, 4 marzo 2013
  • Continua la campagna "Fashion Duel"

    Greenpeace: “Fashion Duel” ha consegnato guanti verdi in 24 città

  • I volontari dell’Associazione hanno consegnato i guanti di sfida nei negozi dei grandi marchi di 24 città italiane ricordando l’importanza di catene di produzione lontane dagli sprechi idrici e dalla deforestazione

 

(Rinnovabili.it) – Dopo New York, Milano e Parigi, i guanti verdi di Greenpeace sabato sono apparsi in 24 città italiane per riportare l’attenzione sull’impatto ambientale delle catene di produzione della moda, obiettivo della campagna “The Fashion Duel”. I volontari dell’Associazione hanno distribuito davanti ai negozi delle grandi firme i guanti di sfida, chiedendo un impegno in favore della tutela ambientale e delle risorse idriche.

Nella capitale, tra via Condotti e via Frattina, a due passi da piazza di Spagna, la consegna dei guanti ha destato la curiosità di chi era a passeggio per le vie del centro.

 

“A distanza di quattro mesi, marchi come Prada, Dolce&Gabbana e Chanel si rifiutano ancora di rivelare cosa c’è dietro i bellissimi vestiti che producono. Oggi Greenpeace sta sensibilizzando i loro clienti in ventiquattro città italiane, che sono d’accordo con noi: la moda è così bella che non deve costare nulla al Pianeta” afferma Esperanza Mora, della campagna “Fashion Duel” di Greenpeace.

In testa alla classifica c’è Valentino che, con il suo impegno per l’ambiente, da tempo oramai si distingue rispetto ai tanti marchi che non hanno fornito informazioni circa i dati ambientali richiesti. “Diverse aziende – ha dichiarato l’Associazione – tra cui Armani, Gucci e Versace, hanno preso solo impegni parziali che non bastano a invertire la rotta. Invece Prada, Dolce&Gabbana, Chanel, Hermès, Trussardi, Alberta Ferretti e Roberto Cavalli non hanno fornito informazioni precise per dimostrare la loro volontà di proteggere l’ambiente”.