• Articolo Brindisi , 12 dicembre 2012
  • Nel giorno dell'inizio del processo

    Greenpeace chiede l’abbandono del carbone entro il 2030

  • Una serie di manifesti affissi in forma anonima a Brindisi sono parte della protesta di Greenpeace che chiede la chiusura delle centrali a carbone per il bene della salute della popolazione

(Rinnovabili.it) – “Sono in arrivo nuovi filtri per le centrali a carbone della tua città”. Questo il messaggio dei manifesti che Greenpeace, in forma anonima, ha affisso nei giorni scorsi a Brindisi aspettando l’inizio del processo ai 13 dirigenti Enel, apertosi oggi.  Un’iniziativa per ricordare i danni ambientali e alla salute che la centrale di Cerano provoca, svelati oggi apponendo sopra ai manifesti anonimi quelli recanti la firma dell’associazione ambientalista corredati però da una nuova didascalia che mette in luce i rischi per la salute dei più piccoli.

“Deficit nello sviluppo neonatale, deficit polmonari, malattie respiratorie, asma infantile, disordini dello sviluppo, patologie neuronali, cancro. Gli 84 inquinanti emessi da una centrale a carbone hanno molti effetti sui tuoi figli, ma una sola soluzione: fermare il carbone” è questo quello che chiede Greenpeace, cercando di sensibilizzare la popolazione e mettendola davanti ad un rischio concreto, la mortalità infantile causata dall’inquinamento prodotto dalle centrali a carbone.

 

“Con questa campagna intendiamo richiamare l’attenzione su un dato che non deve essere mai dimenticato: gli impatti sanitari delle centrali a carbone di Brindisi, come quelli di qualsiasi impianto alimentato con la stessa fonte, sono enormi; e la popolazione più esposta a quei mali sono i bambini, spesso colpiti dagli inquinanti ancor prima di nascere” dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia.

 

Ritenuta dalla AEA il sito industriale più inquinante d’Italia, la centrale in questione è tra le cause dell’elevato tasso di mortalità infantile e dell’alta incidenza delle patologie cardiovascolari neonatali dell’area. Per queste ragioni nel giorno dell’apertura del processo ai 13 imputati di Enel Greenpeace chiede l’abbandono, entro il 2030, del carbone in quanto fonte fossile inquinante e pericolosa per la salute oltre che per gli equilibri del pianeta.

“Oltre allo stop ai nuovi progetti di centrale a carbone è assolutamente evidente che gli impatti di questa fonte sporca non sono più tollerabili e che è necessario da subito ridurre la produzione di elettricità da carbone che va progressivamente abbandonata. Esistono tutte le condizioni per un dimezzamento entro il 2020 e un azzeramento entro il 2030” ha dichiarato Greenpeace.