• Articolo Glasgow, 10 giugno 2019
  • Attivisti di Greenpeace bloccano una piattaforma petrolifera BP

  • Due attivisti del gruppo ambientalista sono saliti a bordo di una piattaforma diretta verso il Mare del Nord dove dovrebbe cominciare le operazioni di trivellazione per estrarre 30 milioni di barili di petrolio.

greenpeace BPI due attivisti di Greenpeace dovrebbero poter resistere a bordo diversi giorni

 

(Rinnovabili.it) – Greenpeace ha momentaneamente interrotto il viaggio verso il Mare del Nord della piattaforma petrolifera Paul B Loyd Jr, noleggiata dalla compagnia d’estrazione BP: nel pomeriggio di domenica, due attivisti del gruppo ambientalista hanno scalato uno dei pilastri della piattaforma e vi hanno affisso uno striscione con su scritto “Climate Emergency”. L’enorme stazione estrattiva è ora ferma al largo delle coste dell’Inverness, nel nord della Scozia.

 

I due attivisti si sono installati alla sommità di uno dei pilastri, appena al di sotto del ponte principale, con scorte di cibo sufficienti per resistere diversi giorni, fanno sapere da Greenpeace. L’associazione ambientalista chiede alla BP di abbandonare i propri progetti di nuove trivellazioni offshore in modo da combattere la crisi climatica, in buona parte causata dalle emissioni della combustione di carburanti fossili.

 

 

 

Recentemente la BP ha stretto un accordo commerciale con le autorità del Regno Unito per l’investimento di circa 200 milioni di sterline in nuove attività esplorative nel Mare del Nord, a largo della Scozia. La piattaforma petrolifera, affittata alla BP dall’armatore Transocean per 140 mila sterline al giorno, dovrebbe permettere di estrarre 30 milioni di barili di petrolio.

 

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“BP ha espresso parole ‘calde’ sul proprio impegno a contrasto del cambiamento climatico – Avrebbe dichiarato uno degli attivisti saliti sulla piattaforma petrolifera – Tuttavia quest’impianto di perforazione è un segno evidente di come BP continui a concentrarsi sul suo business come al solito, alimentando un’emergenza climatica che minaccia milioni di vite e il futuro del mondo intero”.

 

Accuse a cui la compagnia energetica ha risposto tramite uno dei suoi portavoce che ha definito “irresponsabile” l’azione di sabotaggio messa in atto dagli attivisti: “Condividiamo la preoccupazione dei manifestanti riguardo il clima – si legge in un comunicato dell’azienda – Supportiamo l’Accordo di Parigi e lavoriamo ogni giorno per far avanzare la transizione energetica verso un futuro a basse emissioni”.

 

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