• Articolo Nuuk, 13 giugno 2016
  • Nonostante gli effetti devastanti per il pianeta

    La Groenlandia tifa per i cambiamenti climatici (e l’idroelettrico)

  • L’isola artica spera di raggiungere l’obiettivo di generare il 90% dell’energia da idroelettrico entro il 2030 proprio grazie alle acque provenienti dallo scioglimento dei ghiacci

La Groenlandia tifa per i cambiamenti climatici (e l’idroelettrico)

 

(Rinnovabili.it) –I ghiacci dell’Artico si sciolgono sempre più velocemente e a maggio il riscaldamento globale ha segnato il nuovo record negativo al Polo nord? Poco male, almeno così “il potenziale dell’idroelettrico aumenterà ancora di più grazie al riscaldamento del clima”. L’incredibile affermazione arriva da un politico, ma non da un negazionista dei cambiamenti climatici come Donald Trump. Lo ha detto oggi Mala Hoy Kuko, ministro dell’Ambiente della Groenlandia, commentando i recenti report di Greenpeace e NSIDC.

Il suo paese vive ormai sotto la spada di Damocle delle mutazioni del clima, tanto che la sensibilità della classe politica dell’ex colonia danese a questi temi dovrebbe avvicinarsi di molto a quella esibita dagli atolli del Pacifico come Tuvalu, che rischiano di sparire nel volgere di pochi anni sommersi dall’innalzamento del livello dei mari. Proprio a causa dello scioglimento dei 3.000 metri di ghiaccio che ricoprono l’immensa isola artica.

 

Le autorità groenlandesi invece sperano che lo scioglimento dei ghiacci aiuti il governo a raggiungere l’obiettivo di aumentare la quota di elettricità generata tramite idroelettrico al 90% entro il 2030, dal 65% attuale. I ghiacciai, ritirandosi, alimentano fiumi e laghi dell’isola e quindi le 5 centrali attualmente in funzione. Secondo il servizio meteorologico danese, la Groenlandia perde ogni anno 300 miliardi di t di ghiaccio ogni anno. La compagnia di bandiera dell’energia Nukissiorfiit, ha annunciato di avere in progetto una nuova centrale idroelettrica per garantire energia alle città di Aasiaat e Qasigiannguit, ad ovest.

Tra i 56mila abitanti sono molti quelli che vedono il bicchiere mezzo pieno, se non addirittura colmo. Mari più caldi hanno attirato negli ultimi tempi merluzzi e sgombri, l’accesso alle risorse del sottosuolo è più agevole e quindi in grado di attirare investimenti. “Sfortunatamente non posso star seduto a piangere e dire che i cambiamenti climatici sono nocivi, perché nel complesso sono un bene per la Groenlandia”, ha dichiarato Henrik Leth, presidente della maggiore azienda dell’isola, la Polar Seafood, e della Greenland Business Association.

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