• Articolo Torino, 7 giugno 2013
  • Un progetto che dovrebbe concludersi in due anni

    HolRiverMed studia i corsi d’acqua del Mediterraneo

  • Per migliorare la gestione dei corsi d’acqua del Mediterraneo un team di esperti del progetto HolRiverMed sta studiando le caratteristiche dei corsi e dei pesci per un approccio gestionale ottimale

(Rinnovabili.it) – La continua trasformazione del territorio e il cambio di abitudini delle popolazioni rende difficile per i ricercatori, che hanno a disposizione poche informazioni, migliorare la gestione ambientale e ottimizzare lo sfruttamento dei corsi d’acqua del Mediterraneo.

 

HolRiverMed (‘Environmental River Management: An Innovative Holistic Approach for Mediterranean Streams’) è il progetto europeo che ha come obiettivo la formulazione di modelli e metodi per la gestione sostenibile delle risorse idriche. Il programma di ricerca, della durata di due anni, è coordinato dall’Università Politecnica di Valencia, in Spagna, e finanziato dall’UE con circa 166mila euro.

 

I corsi d’acqua del Mediterraneo sono particolarmente influenzati dalla stagionalità caratterizzati da portata ridotta in estate e esondazioni durante autunno ed inverno. La differente disponibilità di acqua influisce anche sulla resistenza e sulla sopravvivenza degli ecosistemi. Parte degli studi viene però gestita dal team del professor Claudio Comoglio dal Politecnico di Torino e del professor Gilberto Forneris dell’Università di Torino che stanno monitorando gli spostamenti dei pesci e le loro migrazioni utilizzando quelli che vengono chiamati “pit-tags” ovvero monitoraggi radio che riescono a seguire lo spostamento dei banchi di pesci. Per meglio effettuare la ricerca è stato ricostruito artificialmente un habitat che permette di studiare da vicino le caratteristiche delle differenti comunità ittiche identificando così le necessità e le particolari necessità.

Utilizzando la telemetria e il monitoraggio olistico insieme ad altri strumenti di monitoraggio, i ricercatori sono stati in grado di valutare la mobilità, le preferenze di habitat, la crescita e la mortalità della trota fario e della trota marmorata con l’obiettivo, entro la fine dell’anno, di fornire maggiori informazioni relative alle differenti specie ittiche portando poi lo studio all’attenzione europea in modo da colmare le lacune che al momento non permettono la perfetta fruizione e protezione dei corsi d’acqua mediterranei.