• Articolo Torino, 11 maggio 2012
  • Lo scempio ambientale ha ripercussioni anche su clima e biodiversità

    Attenti a quei libri: uccidono le foreste

  • Il rapporto pubblicato ieri da Greenpeace denuncia lo scempio delle grandi case editrici che, nonostante gli appelli, continuano a distruggere fondamentali foreste del pianeta

(Rinnovabili.it) – Incredibile, ma vero: Alice nel paese delle meravilgie, I tre porcellini e altre favole per bambini uccidono le foreste. A denunciare il massacro è Greenpeace con il rapporto “Favole ammazza foreste”, un’indagine che accusa Giunti Editore e Rizzoli di distruggere le foreste del pianeta per trasformarle in fiabe per i più piccoli. Secondo le analisi che Greenpeace ha commissionato all’Istituto Tedesco di Scienza e Tecnlogia della Carta, su 11 libri per bambini analizzati, ben 4 conterrebbero fibre di legno duro tropicale provenienti dalle foreste indonesiane, un’azione che la responsabile campagna Foreste di Greenpeace Italia, Chiara Campione, definisce un gravissimo crimine forestale. Già da un po’ di anni l’associazione ambientalista sta sollecitando grandi e piccoli editori ad adottare politiche di acquisto della carta a deforestazione zero e, nonostante il numero delle case editrici che raggiungono la fascia verde sia aumentato (tra queste anche Feltrinelli, De Agostini, Mondadori e il Gruppo GEMS), rimangono ancora grossi colossi dell’editoria che di pratiche più “pulite” proprio non ne vogliono sapere.

Anche il WWF Italia si schiera al fianco di Greenpeace, sottolineando quanto sia prioritario “sospendere immediatamente l’acquisto di polpa di carta proveniente dale Foreste di Sumatra che, a causa della deforestazione, dal 1985 al 2009 sono state ridotte da 25,3 a 12,8 milioni di ettari”. Come spiegato dal responsabile Foreste del WWF Italia, Massimiliano Rocco, l’impatto di questo scempio ambientale ha forti ripercussioni anche sul clima e la fauna: la perdita compessiva delle foreste di Sumatra, infatti, ha generato il rilascio in atmosfera di 7,5 Gton di CO2 e messo a serio rischio la ricchissima biodiversità della zona.