• Articolo Durban, 7 dicembre 2011
  • Sforzi richiesti sia ai Paesi industrializzati che alle economie emergenti

    IEA: un’azione immediata per la sicurezza energetica e i cambiamenti climatici

  • Ieri a Durban, il direttore esecutivo della IEA ha ammonito i governi di tutto il mondo ad attuare le necessarie misure politiche per raggiungere gli obiettivi prefissati

(Rinnovabili.it) – Non aspettare un accordo globale sul clima, ma agire subito per soddisfare la domanda crescente di energia attraverso soluzioni sicure e low carbon. Questo l’ammonimento della International Energy Agency (IEA) che dalla conferenza di Durban ha raggiunto ieri tutti i Paesi del mondo. Secondo quanto dichiarato dal direttore esecutivo dell’Agenzia, Maria Van der Hoeven, tutti i Paesi dovrebbero intensificare gli sforzi nella lotta contro i cambiamenti climatici e provvedere alla propria sicurezza energetica in maniera sostenibile. Già nel World Energy Outlook pubblicato lo scorso novembre, la IEA aveva espresso forte preoccupazione per le sorti del pianeta, sempre più imbrigliato in un sistema energetico inefficiente, ad alto tenore di carbonio e per niente sicuro, e ribadito che senza la messa in atto delle dovute azioni politiche sarà sempre più difficile e costoso raggiungere gli obiettivi prefissati e limitare al di sotto dei 2°C l’aumento della temperatura. “La porta per raggiungere i nostri obiettivi – ha detto la Van der Hoeven – si sta rapidamente chiudendo”. Per questo è bene che i governi si diano da fare per accelerare il più possibile i tempi. Tanti gli strumenti politici identificati dall’Agenzia e a disposizione dei vari Paesi per migliorare la scurezza energetica e ridurre le emissioni di gas serra in atmosfera: oltre alla definizione di standard per le apparecchiature che utilizzano energia, come le autovetture o gli elettrodomestici, tra gli strumenti ci sono anche la definizione di misure economicamente convenienti per implementare le rinnovabili e di un prezzo per il carbonio, anche attraverso la negoziabilità delle quote di emissione. Si tratta dunque di un impegno che per la IEA deve riguardare sia i Paesi industrializzati sia le economie emergenti, come Brasile, Russia, India e Cina.