• Articolo Göteborg, 24 ottobre 2012
  • Uno studio pubblicato sulla rivista Ecology Letters

    Il climate change altera la resilienza terrestre

  • La scomparsa di specie animali e vegetali danneggia l’ambiente e innesca meccanismi distruttivi per gli ecosistemi che potrebbero essere rallentati

(Rinnovabili.it) – A causa del cambiamento climatico e dei comportamenti non appropriati degli uomini sono numerose le specie animali che si sono estinte, e altrettanto numerose quelle che rischiano di scomparire dalla faccia della Terra.

Ogni volta che una specie si estingue, il danno ambientale è inestimabile anche perché si alterano gli equilibri del territorio dove la specie era insediata rendendo così il pianeta sempre meno capace di adattarsi ai cambiamenti.

Quando la capacità di resilienza si riduce, rivelano inoltre gli studiosi dell’Università di Göteborg, in Svezia, e pubblicato sulla rivista Ecology Letters, aumentano i disagi per le specie rimanenti.

 

L’impatto del cambiamento climatico rischia quindi di essere sempre più impattante se le specie si estinguono, in questo consiste la scoperta del gruppo di ricerca il cui suggerimento consiste in una sorta di aumento della protezione della natura in modo da salvaguardare almeno le specie che ricoprono ruoli fondamentali in natura, come la depurazione delle acque e l’impollinazione delle colture.

 

“E’ lo stesso principio di un portafoglio di investimento-saremmo considerati folli se impiegassimo tutte le risorse a disposizione in un unico” ha spiegato il ricercatore Johan Eklöf specificando che la scomparsa di alcune specie animali o vegetali compromette la sopravvivenza di altre dando luogo, secondo i risultati ottenuti dagli esperimenti condotti, a circoli viziosi dannosi per la natura.

Assicurare quindi che in certi ecosistemi rimangano attive alcune specie dà la speranza che il cambiamento climatico non riesca a modificare totalmente gli ecosistemi.