• Articolo Venezia , 12 gennaio 2012
  • Uno studio dell'Università Ca' Foscari

    Il clima del passato è nascosto nelle Alpi orientali

  • Analizzare le variazioni di temperatura studiando carote di ghiaccio prelevate dalle Alpi aiuterà i ricercatori a tracciare le linee climatiche del passato

(Rinnovabili.it) – I segreti del passato racchiusi nei ghiacciai. Non è parte della trama di un film di fantascienza ma l’ennesima conferma che studiando i profondi strati di ghiaccio delle Alpi si può meglio capire il passato climatico del pianeta.

E‘ iniziato recentemente il lavoro di analisi di un team di ricercatori provenienti da diversi paesi che stanno studiando carote di ghiaccio della lugnhezza di 75 e 60 metri estratte dalla cima del monte Ortles, vetta del nordest dell’Italia di 3.905 metri di altitudine.

Il team, composto da ricercatori di Austria, Italia, Russia e Stati Uniti sta lavorando per compilare un archivio che contenga i dati climatici e ambientali risalendo a molti secoli addietro, sperando di trovare nel corso delle analisi anche componenti chimiche, metalliche risalenti alle prime attività di fusione e organiche millenarie.

Nel ghiaccio, confermano nuovamente gli scienziati, si possono trovare importanti testimonianze del passato anche se, si lamentano gli esperti, nel primo terzo della carota, quindi la parte più vicina alla superficie terrestre, si trova spesso acqua di filtraggio che si è solidificata di recente alterando i valori.

Il progetto del team internazionale, primo ad analizzare ghiaccio prelevato dalla parte orientale delle Alpi, permetterà di creare un registro dati molto più completo, racchiudendo le informazioni necessarie per analizzare e studiare i cambiamenti climatici avvenuti nei  secoli in questa parte della catena montuosa. Una precendente analisi aveva dimostrato che elevati incrementi della temperatura estiva a quote elevate nella regione, che ha portato ad un aumento certo di almeno 2 °Celsius.

“Questo ghiacciaio sta già cambiando dalla cima verso il basso in modo irreversibile,” spiega il capo della spedizione Paolo Gabrielli dalla Ohio University negli Stati Uniti. “Esso sta mutando da un ghiacciaio freddo in cui il ghiaccio è stabile a un ghiacciaio temperato in cui il ghiaccio si può degradare. L’intero ghiacciaio potrebbe passare a uno stato temperato entro il prossimo decennio o poco più”.