• Articolo Madrid, 21 giugno 2012
  • Uno studio pubblicato sulla rivista Nature

    Il climate change minaccia gli ecosistemi acquatici

  • Un team di ricercatori ha analizzato i flussi di carbonio in relazione ai cambi di temperatura scoprendo che sono gli ecosistemi acquatici a temere di più l’aumento le conseguenze del cambiamento climatico

(Rinnovabili.it) – Gli ecosistemi acquatici produrranno più CO2 di quelli terrestri come conseguenza dell’aumento della temperatura globale. Ad affermarlo uno studio internazionale pubblicato su Nature, una sorta di raccolta completa di dati che hanno permesso di calcolare il comportamento degli ecosistemi al variare della temperatura.

La spiegazione di questo fenomeno risiede nel flusso supplementare di carbonio proveniente dagli ecosistemi terrestri e che arriva a quelli acquatici portato dalla pioggia.

“La respirazione è una componente fondamentale del ciclo del carbonio e regola la concentrazione di CO 2 nell’atmosfera e quindi il clima. Ma è sensibile all’aumento della temperatura: più caldo fa, più alto è il metabolismo, più aumenta la respirazione e la produzione di CO2”, ha chiarito Jose Maria Montoya, uno degli autori dello studio e ricercatore presso l’Istituto di Scienze Marine (CSIC). Il calcolo di questo aumento delle emissioni di anidride carbonica è stato effettuato attraverso l’analisi dei tassi di respirazione e mediante una teoria matematica, fondata durante questo lavoro, che combina i dati sulla respirazione degli organismi in ecosistemi differenti con le reazioni ad alte temperature. Analizzando quindi la “respirazione” dell’ecosistema a seconda dei diversi habitat come foreste, suoli, fiumi, laghi, estuari e mari e considerando come gli ecosistemi respirino di più a causa di temperature più elevate è stato possibile teorizzare il meccanismo sopracitato.

“A breve termine, si parla di giorni e settimane, tutti gli ecosistemi si comportano allo stesso modo: lo stesso aumento di temperatura provoca lo stesso aumento di CO2 . Ciò che sorprende è ciò che accade a lungo termine. Per un anno, per esempio, l’energia di attivazione della respirazione in ecosistemi acquatici può essere doppia rispetto a quanto osservato sulla terra, nel senso che produrranno fino a due volte il CO2 in alcuni casi”  ha concluso Montoya.