• Articolo Bangkok, 4 settembre 2012
  • Necessario anche il reperimento di ulteriori fondi da parte dei Paesi sviluppati

    Il climate change minaccia l’integrazione economica dell’ASEAN

  • L’obiettivo dei negoziati di Bangkok è riuscire a preparare i lavori di quelli di Doha, a dicembre, facendo capire ai Governi l’importanza e l’urgenza di un’azione immediata e concreta

(Rinnovabili.it) – I cambiamenti climatici stanno paralizzando l’integrazione economica dell’Association of South East Asian Nations (ASEAN). A lanciare l’allarme è stata la Fair, Ambitious and Binding Climate Deal (A-FAB), una coalizione regionale guidata da Greenpeace Sud Est asiatico e Oxfam International, convinta che la lotta ai cambiamenti climatici sia una sfida importantissima per i Paesi del Sud-Est asiatico, un’area del pianeta sempre più soggetta agli effetti sociali ed economici del climate change, con conseguenze sulla salute, l’agricoltura e la sicurezza. Una situazione che per l’A-FAB, intervenuta in occasione dei negoziati delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico in corso presso la capitale thailandese, va risolta con un’estrema urgenza. A Bangkok si stanno gettando le basi di quanto sarà discusso alla conferenza delle parti, prevista a Doha, in Qatar, per il prossimo dicembre, nell’ottica di far capire ai Governi l’importanza di prendere decisioni concrete.

D’altro canto, secondo Oxfam, i Paesi sviluppati dovrebbero impegnarsi a mobilitare 100 miliardi di dollari all’anno entro il 2020 per sostenere l’azione climatica dei Paesi in Via di Sviluppo, e quindi anche del Sud Est Asiatico, ferma restando la necessità di reperire nuove fonti di finanziamento da destinare anche all’adattamento ai cambiamenti climatici. Per gli esponenti della A-FAB, basta pensare agli effetti devastanti di una pioggia monsonica che, oltre a sommergere enormi distese di terra, distrugge le colture e riduce a profughi decine di migliaia di persone, per capire quanto sia urgente agire.