• Articolo Londra, 16 novembre 2012
  • La BP multata dalle autorità statunitensi

    Il danno ambientale della BP vale una multa da 4,5 mld

  • Accusata di danno ambientale e ritenuta responsabile della morte di 11 operai e del ferimento di altri 17 la BP si troverà a pagare una multa 4,5 miliardi di dollari

(Rinnovabili.it) – Multa record per la Deepwater Horizon, la piattaforma che fu causa del disastro ambientale che colpì il Golfo del Messico il 20 aprile del 2010. La società responsabile, la British Petroleum, dovrà corrispondere 4,5 miliardi di dollari per i danni procurati e per l’aver mentito sulle quantità di greggio riversatisi in mare vicenda aggravata dalla disattivazione, mesi prima, del sensore e del relativo allarme in caso di fuoriuscita di petrolio. Ma a pagare saranno anche due manager della società, probabilmente due responsabili della sicurezza, indagati per omicidio colposo degli 11 operai scomparsi a causa dell’esplosione.

Ingenti i danni ambientali causati dallo sversamento in mare di migliaia di galloni di greggio, fuoriuscito in circa 90 giorni durante i quali sono state raggiunte e danneggiate a anche le coste in modo talmente grave da essere considerato il danno ambientale più grave mai accaduto negli Stati Uniti.

 

“L’accordo dimostra che abbiamo accettato la responsabilità delle nostre azioni”, ha affermato l’amministratore delegato di Bp, Bob Dudley, in una nota: “Siamo spiacenti del nostro ruolo nell’incidente”.


Sversamento ed incendio hanno quindi dato origine a diverse problematiche danneggiando non solo la flora e la fauna ittica, ma derivanti anche dalle esalazioni tossiche che sono andate sprigionandosi dalla combustione. Diversi rapporti evidenziano infatti un aumento dei casi di tumore e di malattie all’apparato respiratorio, problemi dermatologici e difficoltà nel portare a termine le gravidanze. La quasi immediata scomparsa di plancton ha poi causato la morte per insufficienza di cibo di numerosi pesci, tartarughe, cetacei, mammiferi e crostacei situazione aggravata anche dai danni alla flora marina.

Il pozzo, definitivamente cementificato grazie a ripetute iniezioni di fango e cemento il 19 settembre 2010, continua comunque a far parlare di sé rimanendo la causa dei uno dei danni ambientali maggiori mai causati all’ambiente negli Stati Uniti.