• Articolo Bruxelles, 21 settembre 2011
  • In Europa, sono 12 gli Stati colpiti dalla desertificazione

    Il degrado del suolo costa

  • L’iniziativa promossa dalle Nazioni Unite mira a quantificare costi e benefici legati rispettivamente al degrado e all’uso efficiente del territorio, una risorsa non rinnovabile

(Rinnovabili.it) – Una valutazione complessiva sul degrado del territorio che contempla sia i costi del non riuscire a prevenire eventuali deterioramenti che i benefici economici derivanti da una sua gestione sostenibile. È questo l’obiettivo di Economics of Land Degradation, l’iniziativa promossa dalle Nazioni Unite e lanciata ieri a New York per trovare soluzioni al degrado del suolo e alla desertificazione. Si tratta di problematiche che hanno significativi impatti a livello globale sulla sicurezza alimentare, i cambiamenti climatici e la perdita della biodiversità. Il suolo, infatti, è una risorsa non rinnovabile che, se gestita in modo non sostenibile, comporta costi da sostenere per evitarne un ulteriore degrado. Purtroppo, però, il trend che si registra mostra come la percentuale di terre desertificate e degradate stia aumentando di anno in anno. Tra le cause che determinano questo fenomeno ci sono i cambiamenti demografici, modelli di produzione e consumo insostenibili e la crescente pressione sulle risorse idriche. Ad essere colpite non sono soltanto le zone aride: all’interno dell’Unione europea, per esempio, oltre a esserci una dozzina di Stati colpiti dalla desertificazione, quasi la metà dei terreni risulta povero di sostanza organica. La soluzione dunque non può che venire da una maggiore coerenza delle politiche mondiali che, consapevoli di quanto costi il degrado del suolo, possano attuare le giuste strategie per arginare il problema e gestire in modo sostenibile questa preziosa risorsa.