• Articolo Città del Messico, 24 luglio 2012
  • Un quadro della situazione poco incoraggiante

    Il Messico minacciato avrà ancora una legge salva-Clima?

  • Mentre il nuovo presidente del Messico pensa a rinvigorire i settori legati a gas petrolio, dall’incontro Onu l’allarme che evidenzia come la minaccia climatica stia trasformando il paese

(Rinnovabili.it) – Il Climate Change continua a minacciare il Messico, ma questo non sembra interessare particolarmente al nuovo presidente che pare non abbia intenzione di rinnovare l’impegno dell’ex premier Calderon. La legge sul clima firmata a giugno, considerata una delle più rivoluzionare in quanto a protezione del paese dai cambiamenti climatici e dall’innalzamento della temperatura, potrebbe essere presto rivista in numerosi dei suoi punti a causa delle insistenti richieste del settore industriale, preoccupato solamente della crescita economica. Calderon, che nel programma aveva elencato una serie di obiettivi climatici, ha anche affermato di voler incrementare la diffusione di impianti per la produzione di energia da fonte rinnovabile, oltre che il miglioramento dell’efficienza energetica del paese ottenendo una riduzione degli inquinanti emessi del 30% entro il 2020 e del 50% entro il 2050. Enrique Peña Nieto, che entrerà in carica nel mese di dicembre dopo aver vinto le elezioni nazionali all’inizio di questo mese, ha da subito confermato di voler rinvigorire il settore legato al petrolio e al gas per consentire l’aumento degli investimenti nel settore privato cercando di raggiungere il proprio obiettivo economico: aumentare del 6% il PIL nazionale entro un anno.

Ma mentre la politica continua a definire il da farsi, le conseguenze del cambiamento continuano a danneggiare gli equilibri ambientali del paese. Lo conferma il Direttore della Commissione Nazionale dell’Acqua (Conagua), José Luis Luege, che ha oggi dichiarato che continuando di questo passo la temperatura del Messico si innalzerà notevolmente nel corso dei prossimi anni. Secondo Luege la temperatura potrebbe infatti aumentare tra il mezzo grado e il grado in gran parte del territorio nazionale con una crescita che nell’arco dei prossimi 70 anni potrebbe arrivare addirittura ai 4,5 °C.

Le dichiarazioni, rilasciate in occasione dell’apertura della Riunione Regionale degli Esperti della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, hanno ribadito l’importanza di agire subito per evitare che i danni ambientali ed economici divengano irreversibili. Ad essere particolarmente minacciato dalla siccità il nord del paese, dove la riduzione delle piogge potrebbe portare alla scomparsa di specie animale e vegetali e all’impoverimento del suolo, minaccia per le economie locali e per la sopravvivenza dei villaggi presenti.