• Articolo Boulder, 19 aprile 2012
  • Tsunami e uragani senza più segreti

    Il NOAA mappa i fondali oceanici

  • Una mappatura dettagliata e precisa dei fondali e delle coste aiuterà gli scienziati a svolgere gli studi più rapidamente, permettendo la valutazione immediata della salute di coste e habitat marini

(Rinnovabili.it) – Servirsi della tecnologia per svelare i misteri degli abissi marini. Così la NOAA ha mappato e messo su carta i dettagli del fondo dei mari evidenziando anche coste e fratture continentali sommerse e mettendo a disposizione degli internauti tutti i numeri e le immagini registrate. Navigando in internet si potranno quindi scoprire canyon e habitat sconosciuti, che oltre a gratificare lo spettatore forniranno un valido supporto alla cartografia nautica.

Il nuovo database contiene quindi i dati relativi ai fondali, alla loro profondità, alla pressione. “I dati oceanici della NOAA sono fondamentali per eseguire delle missioni in sicurezza, per capire la resilienza costiera, per la navigazione, per mantenere intatti gli equilibri marini. Sono anche belle da guardare” ha dichiarato Susan McLean, capo della divisione Geologia e Geofisica Marina del NOAA di Boulder, California.

“Le nuove mappe saranno per gli scienziati un metodo più immediato per accedere ai dati loro necessari per studi ed analisi. Ma la vera forza sta nella fruibilità dei dati” ha dichiarato Dan Price responsabile del programma batimetrico presso il national Geophysical Data Cebter (NGDC) concludendo “Ho mostrato il nuovo visualizzatore ai miei vicini e sono stati colpiti dal dettaglio e dalle caratteristiche così precise.” La nuova interfaccia rende l’esplorazione sottomarina semplice e intuitiva, sfruttando una tecnica che serve dell’ombreggiatura dei colori per rappresentare i diversi dati batimetrici. Ad esempio, un utente può ingrandire il dettaglio di un canyon, e vedrà il fondale passare dal giallo, che evidenzia la modesta profondità, al blu scuro e viola per gli abissi. “Si tratta di dati critici per la formulazione di modelli che registrano le inondazioni costiere, dagli tsunami alle tempeste fino all’aumento degli uragani”, è stato specificato.