• Articolo Bruxelles, 13 febbraio 2012
  • Sottoscritto il "Recycling for a resource efficient EU economy"

    Il valore della catena del riciclo, lo spiega l’industria

  • Cepi, Eurofer, Eupc, Cirfs, Eupr, Eurometaux hanno pubblicato un documento congiunto per spiegare il funzionamento della catena del valore riciclaggio e le sfide che il settore si trova ad affrontare

(Rinnovabili.it) -Il riciclaggio è molto più che la semplice raccolta dei rifiuti riutilizzabili. È il risultato di una serie di passi che fanno parte di una vera e propria catena di valore: raccolta, pre-elaborazione e trasformazione in un nuovo prodotto o materiale. L’Europa ha percorso una lunga strada per migliorare i propri tassi di riciclaggio ed i benefici sono oggi sempre più visibili e valorizzati come soluzione principe all’attuale sfida gettata dallo sfruttamento delle risorse primarie. Al tempo stesso, esiste ancora un potenziale che non viene raccolto, ma incenerito o interrato o addirittura esportato verso i paesi terzi per essere recuperato o trattato lì.

Ad evidenziare la questione sono le associazioni europee che rappresentano i settori industriali che riciclano carta, plastica, metalli ferrosi e non (Cepi, Eurofer, Eupc, Cirfs, Eupr, Eurometaux) firmatarie di un documento congiunto, “Recycling for a resource efficient EU economy”, che spiega in che modo funzioni l’intera filiera del riciclo. Le associazioni evidenziano una serie di ostacoli  con cui il segmento deve fare oggi i conti e presenta proposte concrete per ottimizzare il funzionamento delle catene di riciclaggio. “Per ottimizzare il tasso di riciclo in Europa, sono necessarie politiche mirate”, si legge nel documento che sappiano ricucire gli strappi raccomanda una serie di passi fondamentali a partire dal contesto normativo, attraverso:

  • una corretta attuazione e applicazione della legislazione;
  • una migliore applicazione del regolamento sulle spedizioni di rifiuti al fine di contenere le spedizioni illegali di rifiuti. Il lavoro di Impel e delle autorità doganali deve essere sostenuto, ad esempio attraverso una distinzione di beni di seconda mano e di beni nuovi;
  • un sistema di raccolta differenziata alla fonte (separatamente gli uni dagli altri) di carta, metallo, plastica e il vetro entro il 2015;
  • il divieto da parte della Commissione europea al conferimento in discarica di quella porzione di rifiuti che può essere recuperata.

Le associazioni invitano inoltre Bruxelles a includere criteri di riciclabilità per quei gruppi di prodotti contemplati dalla direttiva sulla progettazione ecocompatibile già oggi e per quelli che potrebbero rientravi in futuro.