• Articolo Ginevra, 29 novembre 2011
  • Un documento preliminare portato al COP17

    Il WMO porta a Durban i dati dell’emergenza climatica

  • Il WMO ha portato al vertice Onu la criticità climatica del pianeta, descrivendo nel dettaglio i fenomeni atmosferici avvenuti nel 2011

(Rinnovabili.it) – Le temperature globali sono le più alte mai registrate, come anche i livelli di inquinanti in atmosfera. Lo rivelano i dati rilasciati dal WMO, la World Meteorological Organization, che oltre ad aver pubblicato i dati sulle emissioni ha fatto sapere che i 13 anni più caldi mai registrati si sono succeduti nell’arco degli ultimi 15 anni, a partire dal 1997 ad oggi.

Sono questi alcuni die punti salienti della provisional annual World Meteorological Organization Statement on the Status of the Global Climate nella quale si trova una valutazione globale della temperatura e una fotografia precisa e dettagliata sugli eventi climatici avvenuti sul pianeta nel corso del 2011, portato ai grandi del Clima attulamente riuniti a Durban in occasione della Conferenza  Onu.

“Il nostro ruolo è quello di fornire le conoscenze scientifiche per informare l’azione dei decisori”, ha detto il segretario generale del WMO Michel Jarraud. “La nostra scienza è solida e dimostra in modo inequivocabile che il mondo si sta riscaldando e che questo riscaldamento è dovuto alle attività umane”, ha specificato. “Le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera hanno raggiunto nuovi massimi. Si stanno avvicinando molto rapidamente ad un aumento di 2-2,4 gradi centigradi rispetto alla temperatura media globale che gli scienziati ritengono potrebbero provocare cambiamenti irreversibili di vasta portata sulla Terra, negli oceani e nella biosfera” ha dichiarato.

Il clima globale nel 2011 è stato fortemente influenzato dal fenomeno atmosferico noto come La Niña, con carattere di raffrescamento e che si è sviluppata nel Pacifico tropicale nella seconda metà del 2010 continuando fino a maggio 2011. L’episodio è stato uno dei più forti degli ultimi 60 anni ed è stato strettamente associato con la siccità in Africa orientale, nelle isole del Pacifico equatoriale centrale e nel sud degli Stati Uniti, oltre alle inondazioni nel sud Africa, nell’Australia orientale e nell’Asia meridionale, aree fortemente soggette alle conseguenze negative determinate dal cambiamento climatico.