• Articolo Doha, 29 novembre 2012
  • Problematica anche l’esclusione delle AAU assegnate all’ex blocco sovietico, ma mai emesse

    Il WWF perplesso sulla COP19 in Polonia

  • In diretta da Doha, Mariagrazia Midulla definisce la decisione di scegliere la Polonia per la COP19 inadeguata senza un cambio di atteggiamento nei confronti della lotta ai cambiamenti climatici

(Rinnovabili.it) – O la Polonia cambia atteggiamento e si schiera in prima linea nella lotta contro i cambiamenti climatici oppure è impensabile che possa ospitare la COP19 2013. A lanciare l’aut aut al governo polacco è la responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, Mariagrazia Midulla che, in diretta da Doha, ha commentato come non accettabile la scelta della Polonia come Paese ospitante per i prossimi negoziati sul clima. «La Polonia ha contrastato ogni tentativo di tagliare del 30% i gas a effetto serra entro il 2020 – ha detto la Midulla – ponendo il veto alle tabelle di marcia verso la decarbonizzazione in Europa entro il 2050. E qui al Summit di Doha impedisce alla UE di prendere una posizione sull’esclusione dell’uso delle AAU (assigned amount units ovvero le quote assegnate a Paesi dell’ex blocco sovietico, ma mai emesse) anche detta “aria calda” in eccesso, nel Protocollo di Kyoto».

 

Come spiegato dalla Midulla, infatti, nel primo periodo di impegno del Protocollo di Kyoto, alcuni Paesi dell’ex blocco sovietico si sono visti assegnare quote in eccesso per compensare il crollo delle rispettive economie dovuto alla caduta dell’ex URSS; si tratta di un quantitativo di “aria calda” che, se venisse scambiata nel mercato del carbonio attraverso crediti derivanti da riduzioni mai effettuate, potrebbe annullare i benefici conseguiti fino a oggi e compromettere l’efficacia delle azioni per il post 2012. Pur avendo la possibilità di reinventarsi come leader del clima, secondo il WWF, invece, il Paese non ha alcun interesse al momento a risolvere la crisi climatica a livello nazionale, comunitario o internazionale. Per questo l’associazione ambientalista chiede un significativo cambiamento di atteggiamento.