• Articolo Stoccolma, 30 ottobre 2012
  • Il Paese importerà 800.000 tonnellate di rifiuti ogni anno

    In Svezia l’energia si fa con i rifiuti norvegesi

  • La percentuale di riciclaggio aumenta tra gli Svedesi e il governo pianifica una strategia per recuperare il “deficit” creatosi nella quota da destinare ai termovalorizzatori

(Rinnovabili.it) – Davvero molto virtuosa la Svezia, che con uno dei programmi di gestione dei rifiuti più efficienti d’Europa destina alla discarica solo l’1% della spazzatura nazionale. Così virtuosa da trovarsi oggi con un “deficit d’immondizia” ed essere costretta ad importarla dalla vicina Norvegia, ovviamente dopo essersi fatta pagare.

 

La nazione, ai primi posti nella classifica europea “Municipal waste”, nel 2010 dirottava ben il 49% dei propri rifiuti urbani ad impianti di termovalorizzazione, riciclando e compostando il restante 50%. Il programma di miglioramento del sistema di riciclaggio ha avuto però troppo successo e oggi la quota di rifiuti destinata al recupero energetico si è abbassata, costringendo il Governo a presentare una nuova strategia. E’ nata così Waste-to-energy, progetto per l’importazione dei rifiuti dai Paesi vicini, in cui si prevede di ottenere ogni anno circa 800.000 tonnellate di rifiuti dal resto d’Europa, Norvegia in primis, da utilizzare quindi nei termovalorizzatori svedesi.

 

Gli impianti assicurano attualmente alla nazione il 20% dell’energia termica necessaria ma non sono esenti da rilevati contro, dal momento che i metalli pesanti e le diossine nelle ceneri del sottoprodotto rappresentano un serio problema ambientale. Per ora questi scarti sono riportati in Norvegia che accoglie tra le sue discariche speciali i residui pericolosi post-incenerimento.