• Articolo Roma, 8 gennaio 2013
  • Il provvedimento indica le misure urgenti da applicare nei prossimi 60 giorni per scongiurare l'emergenza nella Capitale

    In vigore il decreto per i rifiuti di Roma

  • Più veloce l’iter diventa sia per il trattamento che anche per il compostaggio. Poteri speciali al prefetto Sottile nominato super commissario

In vigore il decreto per i rifiuti di Roma(Rinnovabili.it) – Detto, fatto. Il Ministero dell’Ambiente ha rispettato la stretta tempistica annunciata e ha presentato il nuovo decreto sui Rifiuti di Roma. L’atteso provvedimento, pubblicato ieri in Gazzetta ufficiale ed entrato immediatamente in vigore, contiene le misure studiate dal governo per arginare le criticità legate alla gestione della spazzatura capitolina, mossa quasi obbligata vista l’impossibilità di trovare tra le parti in causa una soluzione comune e condivisa. Il ministro Corrado Clini ha illustrato ieri ad amministrazioni locali e imprese interessate, i contenuti della norma che pone su riciclo e recupero di energia e materia le sue fondamenta strutturali.

 

“Il percorso e le misure individuate dal decreto consentono di allineare la gestione dei rifiuti di Roma e del Lazio – spiega il ministro Clini – alle direttive euro”.

 

Le nuove misure contenute nel decreto – in attuazione di quanto disposto dalla Legge di Stabilità di fine anno (articolo 1, dai commi 358, 359 e 360, Legge n. 228 del 2012) – si muovono su tre fronti: la nomina di un super commissario, il coinvolgimento degli enti e delle imprese della altre province del Lazio, l’incremento della quota di differenziata all’interno della capitale.

 

Il ruolo di commissario è stato assegnato al prefetto a riposo Goffredo Sottile che per i prossimi sei mesi (salvo necessaria proroga) provvederà, in via sostitutiva degli enti competenti in via ordinaria, monitorare la situazione e, in caso di inadempienza delle autorità competenti, ad intervenire con provvedimenti sostitutivi; entro 8 giorni dovrà individuare gli impianti di trattamento meccanico-biologico della Regione Lazio che hanno una capacità autorizzata residua, le cui autorità competenti e le imprese titolari saranno diffidate a trattare in queste i rifiuti urbani prodotti dai comuni di Roma, Fiumicino, Ciampino e dallo Stato della Città del Vaticano a partire dal 25 gennaio 2013.

Decorso questo termine, il commissario provvederà entro i trenta giorni successivi ad adottare i necessari provvedimenti sostitutivi considerando che la procedura d’infrazione 2011/4021 riguarda in particolare il conferimento in discarica di rifiuti non trattati.

 

Nel dettaglio, le autorità competenti hanno in via prioritaria il compito di:

raggiungere la piena utilizzazione degli impianti di trattamento meccanico biologico dei rifiuti urbani esistenti nel Lazio che hanno una capacità autorizzata residua di trattamento,

completare le procedure in corso per l’autorizzazione degli impianti di trattamento meccanico biologico nel Lazio,

favorire il recupero energetico dei rifiuti urbani e in generale dovranno ridurre il quantitativo dei rifiuti urbani avviati a smaltimento mediante il pieno utilizzo degli impianti esistenti nella regione.

 

Entro il 30 gennaio inoltre, dovrà essere operativo a Roma il piano per la raccolta differenziata predisposto da Ama e Conai. E sempre per la stessa data dovranno essere accolte le misure necessarie per favorire il recupero energetico dei rifiuti. Se necessario, il commissario individuerà aree idonee alla localizzazione e autorizzazione di impianti di trattamento e discariche per rifiuti urbani e/o in caso di rilevata insufficienza di capacità impiantistica di trattamento riferirà al ministro Clini ai fini dell’attivazione urgente delle procedure di trasferimento dei rifiuti al di fuori del territorio regionale.

 

“L’attuazione completa del decreto consentirà di riconsiderare la proroga di Malagrotta e la realizzazione di una discarica provvisoria a Monti dell’Ortaccio, perché gran parte delle ragioni che hanno portato a queste decisioni saranno superate dai risultati del decreto – conclude il ministro – e secondo il decreto solo in caso di necessità, e limitatamente alle quantità che risulteranno dopo il riciclo e la piena utilizzazione degli impianti, potrà essere considerata la possibilità di individuare aree idonee per discariche”.