• Articolo Biarritz, 26 agosto 2019
  • Incendi in Amazzonia, fondi dal G7 per salvare la foresta dalle fiamme

  • Mentre gli aerei da guerra brasiliani hanno iniziato a scaricare acqua sulla foresta in fiamme, al vertice di Biarritz approva un finanziamento d’emergenza da 20 mln. Ma il Brasile prontamente risponde “no, grazie”

incendi in Amazzonia

Credit: Victor Moriyama / Greenpeace

 

Tra gennaio e agosto 2019, il numero di incendi in Amazzonia è aumentato del 145%

(Rinnovabili.it) – Venti milioni di dollari in aiuti internazionali per supportare la lotta gli incendi in Amazzonia. Questo quanto hanno deciso in queste ore i leader del G7 2019, a Biarritz, nell’ultimo giorno del vertice. “La realtà è che per gli aiuti di emergenza c’è soprattutto bisogno di finanziamenti”, aveva spiegato alla Reuters una fonte presidenziale francese solo qualche ora fa. Ora i sette hanno trovato l’accordo monetario (sebbene il presidente USA, Donald Trump, non abbia preso parte alla sessione ambientale): un fondo da venti milioni di dollari dedicato in gran parte all’invio di Canadair nelle aree ancora in balia dalle fiamme.

 

Oltre alla flotta aerea, i leader del G7 hanno concordato anche il sostegno a un piano a medio termine per il rimboschimento della foresta amazzonica: il progetto sarà presentato formalmente all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a fine settembre ma per la sua attuazione sarà necessario ottenere l’accordo del Brasile per poter lavorare con le ONG e la popolazione locale.

 

Il presidente francese Emmanuel Macron, ospite del summit, ha reso il problema degli incendi in Amazzonia una delle priorità del vertice, chiedendo sabato scorso una “mobilitazione di tutti i poteri” per combattere il fuoco e procedere agli interventi di rimboschimento. “Dobbiamo rispondere all’appello della foresta che brucia oggi in Amazzonia in modo molto concreto”, ha aggiunto, dopo aver sfidato il presidente brasiliano Jair Bolsonaro. Dal canto suo, il Paese sudamericano è entrato in azione solo in questi ultimi giorni, inviando in particolare due aerei C-130 Hercules e rispedendo al mittente qualsiasi offerta di aiuto esterno. Come riporta il sito Web G1, un alto funzionario brasiliano avrebbe replicato a Macron di occuparsi della “sua casa e delle sue colonie”. “Apprezziamo [l’offerta], ma forse quelle risorse sono più rilevanti per il rimboschimento dell’Europa”, ha dichiarato Onyx Lorenzoni, capo dello staff presidenziale

 

 

Nonostante la vicenda abbia raggiunto il suo momento più critico in questi ultimi giorni, il problema è più radicato di quanto si possa pensare. Secondo gli ultimi dati, dall’inizio dell’anno a oggi sono stati registrati ben 79.513 incendi boschivi in Brasile e poco più della metà di questi si sono verificati in Amazzonia. Tra gennaio e agosto 2019, il numero di incendi nella regione è aumentato del 145% rispetto allo stesso periodo del 2018. E come ricorda oggi Greenpeace – che sta documentando con nuove immagini aeree la situazione –  incendi e deforestazione vanno di pari passo. “Quest’anno il 75 per cento dei focolai si è verificato in aree che nel 2017 erano coperte dalle foreste e che successivamente sono state deforestate o degradate per lasciare spazio a pascoli o aree agricole”, spiega l’associazione. “Negli stati di Rondônia e Pará, ad esempio, gli incendi mostrano chiaramente l’avanzata dell’agricoltura industriale nella foresta, spesso per far spazio a pascoli per il bestiame e colture, soia in particolare, destinate alla mangimistica”.

 

>>Leggi anche Con Bolsonaro torna a crescere la deforestazione in Amazzonia<<

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