• Articolo Giacarta, 21 ottobre 2011
  • Uno studio dell'IPB dell'Università di Bagor

    Indonesia: meno CO2 piantumando foreste

  • Secondo uno studio per combattere la CO2 e far rinascere i territori degradati a seguito di incendi e deforestazione la migliore medicina sarebbe la crescita di nuove aree verdi

(Rinnovabili.it) – Le piantagioni forestali sono un vantaggio per le torbiere degradate e influiscono positivamente sulla riduzione dell’anidride carbonica. Ad annunciarlo uno studio indipendente condotto dall’Institut Pertanian Bogor (IPB) dell’Università Agraria di Bogor, Indonesia.

Le valutazioni effettuate da settembre 2010 a marzo 2011 dimostrano che il rimboschimento di aree degradate può portare alla rinascita del territorio, contribuendo all’assorbimento del carbonio e alla fertilità del terreno. Tali risultati sono stati ottenuti a seguito di indagini sulle condizioni di un’area di 600mila ettari nella provincia di Sumatra meridionale completamente distrutta a causa di un incendio verificatosi nel 1997 che ha portato alla devastazione dell’80% del manto forestale.

“I risultati dello studio rivelano che le piantagioni forestali sono più efficaci dei territori in degrado in termini di gestione delle emissione di CO2. A sua volta, ciò pone maggiore enfasi sull’importanza che le piantagioni forestali siano mantenute in maniera sostenibile per la gestione delle emissioni di gas serra. Il nostro studio mostra anche una divergenza dal pensiero corrente sulle emissioni di gas a effetto serra. Allo stato attuale, l’opinione maggiormente diffusa suggerisce che le emissioni siano generate dalla gestione delle piantagioni stesse, in particolare dalla creazione di canali e dal supposto calo dei livelli di acqua del suolo nella piantagione” ha concluso il Dr. Basuki Sumawinata, noto esperto di torbiere dell’Istituto IPB, che ha co-condotto lo studio.

Grazie ai progressi tecnologici si è al momento in grado di stabilire i vantaggi della coltivazione di alberi da pasta di legno, utilizzati per la produzione di carta. “Ora abbiamo la tecnologia e la capacità di misurare l’assorbimento di carbonio in una torbiera in degrado in epoche diverse, dal 1995 al 2009. Attraverso l’uso di sistemi radar, unitamente a immagini satellitari e di verifica a terra, abbiamo scoperto che le piantagioni per pasta di legno stabilite su aree torbiere in degrado di fatto incrementano l’assorbimento di carbonio in misura maggiore della foresta primaria nella stessa area” ha dichiarato Mahmud Raimadoya, coautore dello studio. Il legname raccolto prima e dopo l’incendio ha infatti dato la possibilità di capire quanta CO2 siano in grado di assorbire gli alberi. “Una delle principali conclusioni che si possono trarre da questo studio è che lasciare che i terreni degradati continui il loro degrado semplicemente non è un’opzione. C’è anche spazio per un ulteriore coinvolgimento del settore privato per supportare in maniera efficace gli obiettivi di gestione forestale, perché le aziende private posseggono risorse di cui abbiamo molto bisogno e che possono essere usate per ridurre le emissioni di gas a effetto serra nello spazio forestale” ha commentato Basuki.

“Siamo lieti che questo studio sia stato onorato del premio Green Award indonesiano. Tuttavia crediamo che le evidenze scientifiche ora abbiano bisogno di essere integrate in iniziative in corso come ad esempio REDD+,per aiutare la gestione sostenibile delle foreste” ha concluso Basuki.