• Articolo Washington, 2 settembre 2019
  • USA: Trump fa un nuovo regalo all’industria petrolifera

  • L’EPA intende annullare i limiti sulle perdite di metano imposti dalla presente amministrazione al comparto degli idrocarburi

industria petrolifera

Credit: US Bureau of Land Management

 

Via le norme sul controllo del metano anche se la stessa industria petrolifera chiede di mantenerle

(Rinnovabili.it) – L’amministrazione statunitense è pronta a fare un nuovo regalo alla lobby del petrolio e gas: l’eliminazione dei vincoli normativi, imposti durate l’era Obama, alle perdite di metano dall’infrastruttura fossile. La legge era stata approvata nel 2016 obbligando l’industria degli idrocarburi a rilevare e riparare le fuoriuscite del potente gas serra dai pozzi di perforazione, dalle condutture e dalle strutture di stoccaggio. Il comparto, e non solo quello statunitense, ha grandi responsabilità in tal senso essendo una delle maggiori fonti antropiche di CH4 dopo l’agricoltura. Nel dettaglio a livello mondiale il settore è responsabile di ben 75 milioni di tonnellate di metano “perso” annualmente. Un quantitativo che da solo basterebbe per produrre due volte l’elettricità di cui l’Africa ha bisogno.

 

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La proposta di annullamento dei vincoli è stata presentata ieri dell’Agenzia della Protezione Ambientale (EPA) giustificandola come la rimozione di “oneri normativi inutili e duplicativi per l’industria petrolifera e del gas”. Ciò, nonostante contro la decisione si siano schierate anche le principali compagnie energetiche tra cui Exxon, Shell e BP.  E soprattutto malgrado la stessa agenzia abbia pubblicamente riconosciuto che l’eliminazione di queste norme possa avere implicazioni dannose e ancora sconosciute per la salute pubblica.

 

“Il metano è prezioso e l’industria è già incentivata a ridurre al minimo le perdite e massimizzare il suo utilizzo”, ha commentato l’amministratore dell’EPA Andrew Wheeler, spiegando come la mossa consentirebbe al comparto degli idrocarburi di risparmiare fino a 123 milioni di dollari fino al 2025. Ma prima di essere finalizzato, il piano sarà sottoposto ad un periodo di consultazioni pubbliche e i gruppi ambientalisti hanno già promesso azioni legali per tentare di bloccare l’abrogazione dei limiti. “Se l’EPA avanza con questa proposta sconsiderata e sinistra – ha affermato David Doniger, specialista in clima ed energia pulita presso il Consiglio di difesa delle risorse naturali – ci rivedremo in tribunale”.

 

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