• Articolo Brema-Miami, 22 aprile 2013
  • Da una scoperta di un gruppo internazionale di ricercatori

    Il carbone prodotto dagli incendi boschivi contamina i mari

  • Il carbone presente nel sottosuolo non rimane intrappolato al suo interno, come la comunità scientifica ha sempre ritenuto, ma penetra prima nei fiumi e poi negli oceani

Il carbone proveniente dagli incendi boschivi contamina il mare(Rinnovabili.it) – Circa 25 milioni di tonnellate di carbone sciolto viene trasportato dalla terra agli Oceani ogni anno: è la sorprendente scoperta di un gruppo di ricercatori internazionale guidato da Thorsten Dittgar, dell’Istituto  Max Planck di microbiologia marina di Brema e Rudolf Jaffé, del Centro di Ricerca Ambientale dell’Università di  Miami.

Il carbone presente nel sottosuolo, prodotto da incendi boschivi e più in generale dalla combustione di biomassa, non rimane bloccato al suo interno, bensì penetra nelle zone umide e nei fiumi, fino a sfociare in mare. Dopo aver analizzato 174 campioni di acqua provenienti da diversi fiumi del mondo, tra cui l’Amazzonia, il Congo e lo Yangtze, i ricercatori, superando le convinzioni della comunità scientifica, hanno rilevato che circa il dieci per cento del carbonio organico sciolto in acqua proviene da carbone.

 

La maggior parte degli scienziati pensavano che il carbone fosse resistente e cioè che una volta incorporato nel suolo vi rimanesse intrappolato“, ha affermato Rudolf Jaffé. “Ma se così fosse, i terreni sarebbero neri”, ha aggiunto.

La scoperta ha permesso di evidenziare l’inesattezza della maggior parte delle stime relative alla quantità di carbone presente nel suolo effettuate fino ad oggi dai ricercatori. Grazie ai nuovi risultati è possibile infatti calcolare in maniera più dettagliata il bilancio globale del carbonio, al fine di valutare gli effetti climatici e trovare modi per attenuarli.

Come sottolinea Thorsten Dittgar, “per capire gli oceani dobbiamo iniziare a comprendere anche i processi che avvengono sulla terra, perché è da qui che il carico organico passa poi nei mari”.