• Articolo Seattle, 10 giugno 2013
  • Da un team di ricercatori l’evidenza del collegamento climatico tra differenti aree del Pianeta

    L’inquinamento di Europa e USA ha peggiorato la siccità africana

  • Le particelle dell’aerosol avrebbero stravolto i modelli di precipitazione tropicali allontanandoli dall’Africa centrale

L’inquinamento di Europa e USA ha peggiorato la siccità africana

(Rinnovabili.it) – I decenni di siccità vissuti in Africa centrale hanno raggiunto un vero e proprio picco negativo nel 1980, provocando il prosciugamento quasi totale del lago Ciad, un lago poco profondo utilizzato per l’irrigazione e la pastorizia. La causa di questa contrazione prolungata del bacino era stata storicamente ravvisata nell’eccessivo sfruttamento delle acque e solo ultimamente era entrato in gioco il fattore “global warming”. Ora una nuova ricerca dell’Università di Washington, pubblicata in Geophysical Research Letters, sostiene e dimostra che la siccità che ha colpito la zona è stata provocata almeno in parte dall’inquinamento atmosferico dell’emisfero settentrionale del Pianeta.

In altre parole le particelle di solfato, dette anche aerosol, provenienti dalle industrie inquinanti di Stati Uniti e in Europa, nel corso degli anni sessanta, settanta e ottanta avrebbero raffreddato l’intero emisfero settentrionale, spostando le fasce pluviali tropicali più a sud e allontanandole dall’Africa centrale.

Anche i cambiamenti relativamente lontani possono raggiungere i tropici”, spiega Dargan Frierson, co-autore dello studio e climatologo presso l’Università di Washington a Seattle. A quel tempo, l’effetto di raffreddamento è passato inosservato, oscurato dal riscaldamento globale terrestre, spiega lo scienziato. Al contrario, la siccità è stata attribuita al pascolo intensivo e a cattive pratiche agricole. Negli ultimi dieci anni, i ricercatori si sono però resi conto che anche l’inquinamento dell’aerosol svolge un ruolo importante nel clima della Terra.

In alcune zone climatiche, le minuscole particelle riflettono la luce del sole e “costruiscono” nubi più durature, raffreddando l’atmosfera. Non tutti gli aerosol riflettono la luce, e il raffreddamento da solfato di particelle compensa il riscaldamento globale solo a livello regionale, dal momento che l’effetto è di breve durata e concentrato in aree ad alto inquinamento. La logica è semplice come sottolinea lo stesso ricercatore: “L’inquinamento atmosferico influenza il clima e diverse parti del pianeta sono collegate tra loro nel sistema climatico”. Gli scienziati sono ora alle prese con lo studio degli effetti prodotti dall’inquinamento dell’Asia.