• Articolo Bruxelles, 23 febbraio 2012
  • I dati dell’Agenzia Europea dell’ambiente

    Superati i limiti emissivi della Direttiva NEC

  • Dodici Stati membri hanno superato uno o più limiti di emissione indicati dei quattro inquinanti responsabili dell’acidificazione e dell’eutrofizzazione di acqua e suolo

(Rinnovabili.it) L’inquinamento atmosferico viaggia su lunghe distanze e oltre i confini nazionali. Una nozione che l’Unione Europea ha fatto propria, come dimostra la normativa comunitaria in materia ambientale. Per limitare gli inquinanti responsabili dei fenomeni di acidificazione, eutrofizzazione e iper-concentrazione di ozono in suolo e acque del Vecchio Continente, Bruxelles ha sia messo in atto politiche di limitazione alle singole sorgenti, che fissato tetti nazionali per le emissioni in atmosfera dei contaminanti. E’ nata in questo modo, nel 2001, la Direttiva NEC (National Emission Ceilings) con cui l’UE ha fissa limiti massimi per ogni Stato Membro in merito ad anidride solforosa (SO2), ossidi d’azoto (NOx), composti organi non volatili con esclusione del metano (NMVOC) e ammoniaca (NH3).

Il provvedimento riporta precisi obiettivi che i paesi comunitari avrebbero dovuto raggiungere entro il 2010 dando a ciascuna nazione piena facoltà su misure e strategie per conformarsi ai target. I dati trasmessi a consuntivo dai Ventisette delude parecchio le aspettative. L’Agenzia Europea per l’Ambiente ha pubblicato il rapporto preliminare rivelando che ben 12 Stati, nonostante le importanti riduzioni delle emissioni nel corso degli ultimi anni, hanno oltrepassato uno o più cap.

“Queste sostanze inquinanti possono causare seri problemi di salute e possono anche portare a perdite economiche e danni ambientali,” ha spiegato la direttrice esecutiva dell’Agenzia Jacqueline McGlade. “I dati inviatici mostrano che molti Stati membri dell’UE hanno mancato il target 2010”, a volte anche in maniera clamorosa e sono costretti ora a “impegnarsi duramente per ridurne l’inquinamento”.

La voce per la quale sono stati registrati la maggior parte dei superamenti è stata quella relativa ai valori dei NOx, fuori dai massimali in undici stati undici Stati (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Spagna e Svezia). Il settore dei trasporti su strada è uno dei principali fattori che ha contribuito e che contribuisce tuttora alla crescita degli ossidi di azoto, coprendo una percentuale pari al 40% del totale. La maglia nera va alla Spagna unica nazione ad aver sforato tre dei suoi quattro valori limite di emissione sotto la direttiva, seguita dalla Germania (superati i limiti di NOx e COV). Bene invece l’Italia che almeno da questo punto di vista ha saputo dimostrare d’aver applicato le giuste  misure di contenimento. A metà 2012, l’AEA pubblicherà due nuovi rapporti per analizzare ulteriormente i dati trasmessi dai Ventisette; l’attuale normativa europea sull’aria potrebbe portare ad una revisione della direttiva NEC ed inasprire i limiti al 2020 oltre che introdurre, per la prima volta, un tetto massimo per le particelle sottili (PM2.5).