• Articolo Johannesburg, 14 novembre 2014
  • È passato “troppo tempo” per accertare le responsabilità, le compagnie minerarie resteranno impunite

    Inquinamento: il Sudafrica purifica l’acqua dall’uranio

  • Il governo vuole depurare l’acqua tossica che percola dalle ex miniere intorno a Johannesburg. Un piano anti inquinamento pagato dal pubblico

Inquinamento il Sudafrica purifica l’acqua dall’uranio

 

(Rinnovabili.it) – Il Sudafrica annuncia di aver trovato i fondi per purificare l’acqua tossica che percola dai pozzi delle miniere abbandonate intorno a Johannesburg. Un programma anti inquinamento che dovrebbe costare intorno ai 10 miliardi di rand (circa 900 milioni di dollari), nel tentativo di rattoppare i danni ambientali che l’attività mineraria degli ultimi 120 anni. La più ricca città africana, dopo oltre un secolo, è disseminata di enormi caverne dove si scavava e che ora sono state inondate.

 

 

L’acqua si combina con metalli tossici come l’uranio, un effetto collaterale della ricerca dell’oro. Il processo prende il nome di “acid-mine drainage”, e 10 miliardi di rand è la cifra necessaria per la mitigazione dell’impatto di quest’ultimo sull’ecosistema. Lo ha stimato il Dipartimento Acqua e Sanità rispondendo a un’interrogazione parlamentare. Soldi di cui, rassicura il Dipartimento, è stata accertata la presenza. Dovrebbero anche essere già stati messi da parte con questa destinazione, grazie alla collaborazione della Tesoreria dello Stato. Il governo sta investendo nell’ampliamento delle fabbriche di trattamento idrico a Kungersdorp e Germiston, rispettivamente nella parte ovest ovest e in quella est di Johannesburg. Inoltre, sta anche preparando una nuova operazione nella vicina Springs. Tutti e tre gli impianti, insieme, si occuperanno di trattare l’acqua tossica che fuoriesce da altrettanti bacini ai lati e presso la metropoli.

 

 

Parte dei costi saranno coperti dalle compagnie minerarie presenti nell’area, come DRDGold Ltd., Central Rand Gold Ltd. e Gold One International Ltd. La maggior parte del denaro, tuttavia, la dovrà mettere come sempre il pubblico. Molti danni sono stati provocati nel passato, «cosa che rende – a detta di Marius Keet, direttore del Dipartimento degli affari idrici della provincia del Gauteng – troppo difficile l’attribuzione delle responsabilità», e quindi l’appioppamento delle sacrosante sanzioni. La solita storia, ormai nota, grazie alla quale chi inquina non paga mai. Dal 1990 ad oggi, intanto, sono state introdotte pochissime regole per il rispetto e la tutela dell’ambiente.

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