• Articolo Bruxelles, 23 ottobre 2019
  • Insetticidi dannosi per le api: l’Ue blocca il thiacloprid

  • I paesi UE hanno scelto di non rinnovare l’autorizzazione del thiacloprid ma per Greenpeace non basta: per evitare che venga rimpiazzato con sostanze altrettanto nocive servono standard di valutazione più alti

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Foto di Nimrod Oren da Pixabay

La maggioranza degli Stati membri approva la proposta della Commissione europea contro uno degli insetticidi dannosi per le api, ancora impiegato sul mercato UE

(Rinnovabili.it) – “Si tratta di una buona notizia per i consumatori e per le api, dato che uno studio condotto dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha definito il thiacloprid come “presunto” tossico per il sistema riproduttivo, e non ha potuto escludere un possibile impatto sulle api a causa delle lacune nei dati disponibili”. Così Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura di Greenpeace Italia, ha commentato la decisione presa ieri dai Paesi membri dell’Ue di non rinnovare l’autorizzazione all’insetticida thiacloprid, in scadenza alla fine dell’aprile 2020. La Commissione Ue, che aveva presentato la proposta di messa al bando ai Ventisette, ha anticipato con un tweet che l’atto formale con cui verrà bloccata la licenza, sarà adottato ufficialmente entro l’autunno.

 

>>Leggi anche L’Europa mette al bando i pesticidi neonicotinoidi che uccidono le api<<

 

Tra le molecole più frequentemente rilevate anche nel polline raccolto dalle api, il composto – ricorda Greenpeace – è annoverato tra gli insetticidi dannosi per le api e possiede un meccanismo d’azione simile a quello dei tre neonicotinoidi già banditi nell’Ue nell’aprile 2018. La decisione è una buona notizia, ma non basta: per evitare infatti che le sostanze vietate (thiacloprid compreso) vengano sostituite da nuove formulazioni chimiche ma altrettanto dannose, è indispensabile infatti applicare migliori standard di valutazione a tutti gli antiparassitari attualmente in commercio.

 

Per farlo, esisterebbero le linee guida dettate dall’EFSA 2013 ma mai entrate ufficialmente in vigore a livello europeo. La Commissione Ue fino allo scorso anno ha provato in più occasioni a ufficializzare questi standard, ma non si è mai raggiunto un numero sufficiente di Paesi membri a favore. Ciò ha portato la Commissione Ue a riformulare al ribasso la proposta di valutazione dei pesticidi, accettando strumenti inadatti ed incompleti, che tengono per esempio conto solo del rischio di tossicità acuta e non cronica. Lunedì la maggioranza degli europarlamentari della Commissione Ambiente del Parlamento Ue ha definito inaccettabile che gli Stati membri si oppongano alla piena attuazione delle linee guida dell’EFSA del 2013, mandando alla Commissione Ue un messaggio chiaro: il testo proposto “non rappresenta gli sviluppi più recenti delle conoscenze scientifiche e tecniche” e “non cambierebbe il livello di protezione già in essere”. Quali sono i Paesi membri che stanno ostacolando l’adozione degli standard migliorativi? “Voci di corridoio – conclude Ferrario – dicono che l’Italia sia fra questi. Ma, al momento, non ci sarebbero conferme, dato che le intenzioni di voto non sono ufficialmente state rese pubbliche”.  

 

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