• Articolo Parigi, 17 gennaio 2017
  • Quanti interferenti endocrini bevono i francesi in un bicchiere d’acqua?

  • Più del 70% dei pesticidi di cui resta traccia in falde e corsi d’acqua in Francia sono dei potenziali EDC. Il 26 gennaio l’UE deciderà se riconoscerli come sostanze dannose o no

Quanti interferenti endocrini bevono i francesi in un bicchiere d’acqua?

 

(Rinnovabili.it) – La maggior parte dei pesticidi di cui resta traccia nelle falde acquifere, nei corsi d’acqua superficiali e nell’acqua del rubinetto non sono soltanto genericamente nocivi per la salute, ma sono dei potenziali interferenti endocrini (EDC). È il risultato di un’analisi condotta sul territorio francese dall’associazione Générations futures, che si è basata sui dati ufficiali pubblicati negli ultimi anni dalle autorità d’oltralpe.

Gli studi in questione si limitano a identificare i pesticidi presenti e a segnalare se i livelli superano o meno le soglie stabilite per legge. Non si fa cenno, invece, agli effetti che queste sostanze potrebbero avere sul sistema endocrino. È il punto su cui si è concentrata Générations futures e la questione è di strettissima attualità. Infatti il prossimo 26 gennaio gli stati UE voteranno la nuova “carta d’identità” degli EDC: devono approvare un documento che contiene i criteri da usare per stabilire se una sostanza è o non è un interferente endocrino.

 

Quanti interferenti endocrini bevono i francesi in un bicchiere d’acqua?Tema importante e molto discusso a Bruxelles. I motivi sono semplici. Da un lato i colossi dell’agrochimica spingono da tempo perché l’UE adotti criteri blandi, in modo da poter continuare a vendere i loro prodotti indisturbati. Dall’altro lato, dire che una sostanza è un EDC significa riconoscere che è estremamente pericolosa per la salute, e quindi bandirla del tutto.

Gli EDC sono  sostanze o molecole chimiche dannose per la salute che agiscono sugli ormoni e sul sistema endocrino, degli uomini come degli animali. Sono presenti in molti pesticidi, ma anche negli additivi alimentari e nei cosmetici. E quando finiscono nelle acque (con i pesticidi è la norma) ci restano per molto tempo. Nel rapporto, tra le altre sostanze, si legge dell’atrazina: vietata in Francia dai primi anni Duemila, è ancora presente nelle acque di falda e finisce regolarmente nei rubinetti dei francesi.

Per questo motivo l’associazione francese lancia l’allarme: non bisogna siglare un accordo al ribasso sugli EDC, perché riguardano la vita di tutti i giorni di un’intera popolazione. A seconda di quali saranno i criteri approvati, infatti, i “potenziali EDC” di cui parla Générations futures potrebbero essere declassificati a sostanze non dannose per il sistema endocrino, oppure diventare EDC a pieno titolo. L’obiettivo dell’associazione è fare pressione sui delegati francesi che dovranno prendere la decisione il prossimo 26 gennaio.

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