• Articolo Bruxelles, 10 febbraio 2017
  • Interferenti endocrini: la nuova bozza Ue non spazza via i dubbi

  • A tre settimane dal voto sui criteri per identificare gli EDC, Bruxelles prova a correggere (male) il tiro

Interferenti endocrini: la nuova bozza Ue non spazza via i dubbi

 

(Rinnovabili.it) – A meno di tre settimane dal voto sui criteri per identificare gli interferenti endocrini (EDC), Bruxelles prova a correggere il tiro. La Commissione ha pubblicato una nuova bozza, l’ennesima versione in questi ultimi mesi, apportando qualche cambiamento. Ma le modifiche non convincono affatto le Ong che monitorano la vicenda. E forse nemmeno gli Stati membri che il 28 febbraio saranno chiamati a votare il testo in sede di Comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi (PAFF).

Gli interferenti endocrini sono sostanze o molecole chimiche dannose per la salute che agiscono sugli ormoni e sul sistema endocrino, degli uomini come degli animali. Sono presenti in diversi prodotti commerciali come ad esempio pesticidi, additivi alimentari, cosmetici.

 

Interferenti endocrini: la nuova bozza Ue non spazza via i dubbiTutto si gioca sul  filo delle definizioni: una singola parola può stravolgere il senso della bozza e aprire le porte a pesticidi e altri prodotto potenzialmente dannosi per la salute. Le posizioni fino a questo momento non sono cambiate molto. Bruxelles ha sempre tentato di richiedere un’altissima quantità di prove scientifiche riguardo gli effetti degli EDC sull’organismo come criterio guida per inserire le sostanze chimiche che li contengono nella black list. Ma un tale grado di certezza è difficile da ottenere. E non solo nel caso degli EDC: anche per molte delle sostanze che l’UE riconosce “potenzialmente cancerogene”, e che ha bandito, non si hanno prove così schiaccianti. Chi si oppone, invece, chiede che venga preso a riferimento il principio di precauzione, che innerva i trattati costitutivi dell’Unione, e quindi che si scelgano criteri meno stringenti.

La nuova bozza proposta dalla Commissione è una variazione sul tema. Di fatto, viene inserita una scappatoia per molte sostanze che sono sintetizzate proprio per interagire con il sistema endocrino: tutto si gioca, in questo caso, su distinzioni tra organismi-bersaglio e organismi non-bersaglio della sostanza. “E’ difficile comprendere perché una sostanza che vuole agire sul sistema endocrino possa non essere classificata come interferente endocrino”, commenta l’European Environment Bureau (EBB). Gli fa eco la Health and Environment Alliance (HEAL), che definisce la proposta “scientificamente ingiustificabile”. Ma adesso la parola passa ai paesi membri con il voto di fine febbraio.

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