• Articolo Irving, 25 febbraio 2019
  • Investitori a Exxon: “Stabilire obiettivi di riduzione di gas serra”

  • Exxon Mobil Corp sta cercando di bloccare una proposta di investimento che invita la più grande compagnia petrolifera quotata al mondo a fissare obiettivi precisi di riduzione delle sue emissioni di gas serra

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Per Exxon accettare la proposta significherebbe consentire agli azionisti di supervisionare la sua attività quotidiana

 

(Rinnovabili.it) – Exxon Mobil Corp sta cercando di bloccare una proposta di investimento che invita la più grande compagnia petrolifera quotata al mondo a fissare obiettivi per abbassare le sue emissioni di gas serra. Il big degli idrocarburi ha inviato una lettera, pubblicata sul Financial Times, all’U.S. Securities and Exchange Commission (SEC), in cui chiede di bloccare la risoluzione sui cambiamenti climatici. La proposta di investimento di cui sopra è sostenuta da The Church Commissioners for England (CCE), un investitore istituzionale, e dal controllore di Stato di New York, Thomas DiNapoli, che gestisce il fondo pensione statale che sta spingendo la proposta, una proposta che è stata votata alla riunione annuale dello scorso maggio, me che per Exxon è fuorviante e un tentativo di “micro-gestire” la società.

 

La società è stata più volte negli ultimi mesi al centro della cronaca per la sua condotta poco trasparente nel cercare di fermare un’indagine su fatti iniziati negli anni 70, quando la compagnia pare abbia iniziato a ingannare consumatori e investitori sugli impatti che la combustione dei combustibili fossili avrebbe avuto sul clima (Leggi anche Caso Exxon: le indagini devono andare avanti). Per Edward Mason, a capo degli investimenti responsabili del CCE, la proposta merita una considerazione più seria, soprattutto perché avanzata da investitori istituzionali con una responsabilità fiduciaria nella gestione del rischio climatico. Cercare di eliminarla è un riflesso obsoleto. Anche per DiNapoli la posizione di Exxon è “miope e deludente: in comunicato stampa diffuso domenica 24 febbraio, il controllore di Stato ha scritto che “Exxon sta cercando di negare il diritto degli azionisti a votare su una significativa preoccupazione per il rischio climatico”.

 

Gli investitori che sostengono la proposta, che gestiscono un totale di 1,9 trilioni di dollari e sono guidati da DiNapoli, invitano Exxon a stabilire obiettivi per ridurre le emissioni di gas serra che siano allineati con quelli stabiliti dall’Accordo sul clima di Parigi, compreso l’uso dei propri prodotti. Ma è proprio la richiesta di stabilire degli obiettivi a breve, medio e lungo termine a non andare giù alla Exxon che, come riferito dal suo portavoce, Scott Silvestri, ritiene possa consentire agli azionisti di supervisionare la sua attività quotidiana. Nella lettera alla SEC, inoltre, la Exxon avrebbe sostenuto di aver già messo in atto molte delle misure richieste dalla proposta.

 

Nel 2017, DiNapoli ha guidato una campagna che ha convinto la maggioranza degli azionisti a chiedere a Exxon di dettagliare i rischi che potrebbe affrontare dalle crescenti temperature globali. Exxon ha prodotto un rapporto lo scorso anno che delinea come la domanda globale di petrolio potrebbe calare bruscamente nel 2040, una relazione per molti non scende su dettagli importanti, quale ad esempio la questione di come le politiche climatiche potrebbero influenzare le finanze della società.

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