• Articolo Roma, 21 gennaio 2013
  • Tre le emergenze secondo l’Associazione: Mediterraneo, centrali a carbone, freno alle FER

    Iononvivoto: il silenzio dei candidati

  • Greenpeace sottolinea l’assenza del tema “ambiente” dalla campagna elettorale, spiegando il rischio che tale lacuna potrebbe rappresentare per il sistema Paese

(Rinnovabili.it) – Circa 45mila i cittadini che hanno dichiarato di non votare chi non sosterrà nei propri programmi elettorali la crescita delle fonti rinnovabili. Nonostante la petizione on line promossa da Greenpeace, www.iononvivoto.org, sia sostenuta da un numero crescente di cittadini, l’associazione ambientalista lamenta il silenzio da parte di Bersani, Monti e Berlusconi. Al questionario che gli attivisti hanno inviato ai candidati, hanno risposto solo alcuni, ma non i leader di PD, Lista Monti e PdL. “Un silenzio – si legge nel comunicato diffuso – che ci fa capire che per loro parole quali lavoro, salute pubblica, sviluppo, strategie europee sono solo fumo negli occhi degli elettori”. Per il responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace, Andrea Boraschi, il fatto è di una gravità che non può passare inosservata e lascia il dubbio su cosa i 3 leader intendano veramente sostenere. «I candidati non rispondono a noi come alle migliaia di cittadini che li interpellano – ha dichiarato Boraschi – eppure si tratta di domande su argomenti importanti: vogliono eliminare progressivamente l’utilizzo del carbone, fermare l’estrazione petrolifera a mare, promuovere seriamente le fonti rinnovabili, o no?».

 

Tre le emergenze sulle quali, secondo l’Associazione, non si può transigere: la svendita del Mediterraneo alle compagnie petrolifere, con tutti i rischi ambientali a essa connessi; le emissioni delle centrali a carbone operative in Italia, causa di danni sanitari, economici e ambientali incommensurabili; il freno burocratico e normativo messo alle rinnovabili, uno dei pochi settori sani e anticiclici rispetto alla crisi. «Siamo in un momento in cui sono necessarie scelte coraggiose e innovative – ha concluso Boraschi – questi politici che non si degnano nemmeno di rispondere ai cittadini sono invece vecchi, “fossili” come le fonti energetiche che difendono e promuovono».