• Articolo Roma, 7 maggio 2015
  • L’annuncio del ministro Galletti

    Ad ottobre in Italia le prove generali di COP 21

  • Il nostro Paese ospiterà un incontro preparatorio alla COP 21 per arrivare a Parigi con un testo meglio abbozzato e (forse) con qualche divergenza in meno

Ad ottobre in Italia le prove generali di COP 21-

 

(Rinnovabili.it) – Una prova generale di COP 21 avrà luogo in Italia nel mese di ottobre. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, sottolineando l’importanza dell’incontro così a ridosso del vertice parigino sui cambiamenti climatici, in programma a fine novembre.

«La Francia, presidente della Conferenza Onu, ha infatti aderito alla proposta del nostro Paese di far svolgere una pre-conferenza che serva a spianare la strada all’accordo globale sul clima che tutti auspichiamo venga firmato a fine anno nella capitale francese», ha dichiarato Galletti.

Nell’idea del ministro, la pre-Cop in Italia ha un significato particolare, «perché intendiamo rivendicare il ruolo che il nostro Paese può svolgere in campo ambientale come player mondiale di un nuovo modello di sviluppo. Perché abbiamo cultura, conoscenze, professionalità, competenza tecnologica per porci come modello di sviluppo sostenibile a livello globale».

 

Secondo Galletti, l’intesa vincolante per tutti i Paesi del mondo è «possibile, vicina, ma non ancora certa. Molti restano i nodi da sciogliere, molte le divergenze da appianare. Crediamo quindi che sia utile incontrarsi prima di Parigi e sgombrare il campo in anticipo da tutti gli ostacoli possibili in vista dell’accordo». Esso si concentrerà da un lato sulla riduzione delle emissioni di gas serra a livello nazionale, e dall’altro i progetti per affrontare le conseguenze del cambiamento climatico nelle zone più a rischio. La vera scommessa sarà riempire di denaro sonante un fondo per il clima che al momento piange miseria, nonostante le promesse dei leader delle grandi potenze mondiali.

L’Italia, decanta il ministro dell’Ambiente, «si è candidata a questo ruolo di facilitatrice perché abbiamo credito internazionale per essere interlocutori dei grandi della terra, ma anche capacità di ascolto ed interlocuzione con i Paesi poveri che da questa intesa si attendono una strategia di sviluppo sostenibile che consenta loro di uscire da una antica carenza di risorse e spesso di cibo».

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