• Articolo Nairobi, 23 marzo 2015
  • Nuovo strumento di finanza climatica lanciato a Nairobi

    Dal Kenya il Primo Fondo per l’Acqua dell’Africa

  • Lanciato un nuovo strumento finanziario sperimentale del valore di 15 milioni di dollari con l’obiettivo di portare acqua potabile a 9,3 milioni di persone

Dal Kenya il Primo Fondo per l'Acqua dell’Africa

 

(Rinnovabili.it) – L’occasione, quella della Giornata mondiale dell’Acqua non poteva essere che a più appropriata. Il Kenya ha infatti scelto la celebrazione indetta dall’Onu per la tutela della risorsa idrica, per lanciare il primo Fondo per l’Acqua dell’Africa, strumento finanziario sperimentale del valore di 15 milioni di dollari. Il Fondo ha alle spalle un partenariato pubblico privato che collaborerà nei prossimi anni con l’obiettivo di portare acqua potabile a 9,3 milioni di persone nel Continente africano. Nel dettaglio i soldi del fondo serviranno a proteggere il bacino del fiume più importante del Paese, il Tana, realizzando un modello d’azione per affrontare lo stress idrico che possa essere replicato anche in altre nazioni africane.

 

Le nostre civiltà sopravvivrà o cesserà di esistere solo a causa di un elemento: l’acqua”, ha affermato Charles Oluchina, direttore di The Nature Conservancy, un ente di beneficenza statunitense che sostiene il fondo. “Al momento ci sono davvero pochissimi investimenti in questo campo […] e questo è un modo per cercare di cominciare a cambiare la mentalità”. Il bacino del fiume Tana fornisce oggi il 95 per cento dell’acqua della capitale Nairobi oltre a produrre metà dell’energia idroelettrica generata a livello nazionale e soddisfare le esigenze idriche di un milione di aziende agricole. Ma il Kenya oscilla costantemente tra siccità e inondazioni, due situazioni al limite che comportano come è ovvio enormi somme spese per contrastare i danni. Senza contare che il previsto raddoppio della popolazione entro il 2045 (dato della Banca Mondiale) aumenterà necessariamente la pressione sulle risorse idriche. A ciò si aggiungono anche i danni provocati dalla deforestazione e dalle cave minerarie che hanno causato una massiccia erosione del suolo alla fonte del fiume. Il fondo prevede di investire nell’agro-silvicoltura, nell’irrigazione a goccia, nei terrazzamenti e in programmi di piantumazione. Il nuovo strumento finanziario consentirà anche produrre energia idroelettrica e acqua pulita in maniera più economica, affermano i suoi sostenitori senza però entrare nel dettaglio nelle misure che verranno messe in campo.

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