• Articolo Bruxelles, 13 febbraio 2013
  • Verso una maggiore efficienza nell'uso dei materiali e nella prevenzione dei rifiuti

    L’Europa si mette a dieta di materie prime importate

  • Lanciato il nuovo partenariato europeo per l’innovazione dedicato all’esplorazione, l’estrazione, la lavorazione, il riciclaggio e la sostituzione entro il 2020 delle materie prime

L’Europa si mette a dieta di materie prime importate(Rinnovabili.it) – Ridurre la dipendenza dall’estero, fornendo alternative di approvvigionamento e supportando al meglio il mercato comunitario. Questo l’obiettivo del nuovo partenariato europeo per l’innovazione (PEI) lanciato dalla Bruxelles e dedicato alle materie prime. Il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, in collaborazione con Maire Geoghegan Quinn, Commissario europeo per la Ricercare Janez Potočnik, Commissario europeo per l’Ambiente, ha annunciato la nascita del sodalizio che riunirà gli Stati membri e altre parti interessate per contribuire rendere l’UE un leader mondiale nel settore dell’estrazione, lavorazione e riciclaggio delle materie prime.

 

Questi materiali rappresentano la linfa vitale dell’industria europea al punto che almeno 30 milioni di posti di lavoro nella Comunità ne sono strettamente dipendenti. Attualmente però il Vecchio Continente paga ancora lo scotto di una profonda dipendenza dai mercati internazionali per soddisfare le sue necessità. Per invertire questa tendenza e ridurre i costi connessi, l’iniziativa lanciata dall’Unione Europea dovrà affrontare le debolezze e gli ostacoli intrinseci del settore, soprattutto sul fronte della ricerca e dell’innovazione. Gli obiettivi del partenariato sono essenzialmente riuscire a tagliare il cordone che lega i ventisette ai mercati esteri, migliorando le condizioni di fornitura dall’interno dell’Unione e aumentando l’efficienza delle risorse e le alternative di approvvigionamento.

 

La Commissione ha proposto obiettivi concreti da raggiungere entro il 2020:

  • Fino a 10 azioni pilota innovative, come ad esempio la realizzazione di impianti pilota per l’esplorazione, estrazione, lavorazione, raccolta e riciclaggio;
  • Un quadro normativo per le materie prime che consenta di ottenere una fornitura stabile e competitiva da fonti  europee, che sia supportato da norme e/o schemi di certificazione volontari per le attività minerarie dell’UE;
  • Una rete di ricerca, istruzione e centri di formazione sulla gestione sostenibile delle materie prime organizzata come una comunità della conoscenza e dell’innovazione (CCI);
  • Una maggiore efficienza nell’uso dei materiali e nella prevenzione dei rifiuti – recupero e riciclaggio –  con un focus specifico sui flussi che sono comuni a molti cicli di vita del prodotto; e avere un impatto potenzialmente negativo sull’ambiente, e opportunità individuate e nuove idee per materie prime innovative e prodotti con potenziale di mercato;
  • Una proattiva strategia di cooperazione internazionale dell’UE a livello bilaterale e multilaterale con gli Stati Uniti, il Giappone, l’Australia, il Canada nei vari settori coperti dalla EIP.