• Articolo Strasburgo, 30 settembre 2011
  • La posizione dei deputati UE al vertice brasiliano

    L’Europarlamento spinge sulla green economy

  • Strasburgo chiede di porre fine ai sussidi dannosi per l’ambiente entro il 2020 e di stabilire una tassa internazionale sulle transazioni finanziarie pro ambiente

(Rinnovabili.it) – Il vertice Onu di Rio de Janeiro dovrebbe puntare su obiettivi  “responsabili”, soprattutto in campi d’azione come quelli delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. Ad affermarlo è l’Europarlamento con l’approvazione ieri di una risoluzione inerente al vertice di RIO+20. Con 449 voti favorevoli, 103 contrari e 45 astenuti, i deputati parlamentari hanno stabilito una serie di raccomandazioni per l’evento del prossimo anno, che si svolgerà 20 anni dopo il primo Earth Summit (1992). “Chiediamo ai paesi industrializzati di lavorare insieme per ridurre l’impatto ambientale globale. Solo un’azione decisa oggi consentirà alla crescente popolazione mondiale, nel futuro, di condividere le limitate risorse naturali in modo equo e sostenibile”, ha spiegato Jo Leinen (S & D, DE), presidente della commissione Ambiente del Parlamento europeo. Mettendo in guardia dalle pressioni del cambiamento climatico, i deputati ritengono che la biodiversità e risorse naturali – come acqua, suolo e foreste – debbano essere adeguatamente valutate e contabilizzate.

Nello specifico, il Parlamento sostiene la richiesta della Commissione europea di una “tabella di marcia per la Green Economy” e sottolinea come la crescita sostenibile abbia bisogno di misure nuove e “obiettivi responsabili”, tra cui, per l’appunto, quelli finalizzati all’incremento dell’energia rinnovabile e dell’efficienza energetica. In concomitanza, una stretta maggioranza di parlamentari nel frattempo espresso la propria opposizione allo sfruttamento del gas shale e delle sabbie bituminose. La risoluzione chiede di porre fine ai sussidi dannosi per l’ambiente entro il 2020, stabilendo inoltre una tassa internazionale sulle transazioni finanziarie, come proposto a livello europeo dall’esecutivo, per sostenere il clima e la protezione della biodiversità nei paesi in via di sviluppo.