• Articolo Pechino, 12 dicembre 2012
  • La componente che pesa di più sull’impronta ecologica è il carbonio

    Impronta ecologica cinese sempre più pesante

  • Secondo la ricerca pubblicata oggi dal WWF, il Paese ha un ruolo cruciale sullo sviluppo sostenibile a livello globale, ma deve perseguire politiche lungimiranti nella tutela della “biocapacità”

(Rinnovabili.it) – Le scelte che la Cina deciderà di intraprendere oggi su consumi, produzione, investimenti, commercio e gestione del capitale naturale determineranno il futuro del Paese; decidere di seguire un percorso di sviluppo sostenibile è la condizione essenziale per salvaguardare la sicurezza ecologica, il benessere del popolo e la sostenibilità a livello globale. Questo il commento a caldo del Direttore Generale del WWF International, Jim Leape, sul China Ecological Footprint Report, la ricerca pubblicata oggi che il WWF International ha condotto in collaborazione con l’Istituto di ricerca di Scienze Geografiche e Risorse Naturali e quello di Zoologia dell’Accademia delle Scienze cinese, il Global Footprint Network e la Zoological Society of London, giunta alla sua terza edizione.

 

Secondo quanto emerso, infatti, in Cina l’ambiente naturale è sempre di più posto sotto pressione dall’aumento dei consumi associato alla crescita economica e all’elevato tasso di urbanizzazione e, nonostante l’impronta ecologica procapite sia inferiore alla media mondiale, il Paese sta già consumando 2 volte e mezzo la sua “biocapacità”, ovvero la capacità di rigenerare le risorse naturali e assorbire le emissioni di carbonio. La componente che pesa di più sull’impronta ecologica del Paese è il carbonio, passato dal 10% del 1961 al 58% del 2008, di cui solo una piccola parte è legata ai consumi diretti di combustibili fossili ed energia, mentre la stragrande maggioranza proviene da emissioni indirette, quelle cioè legate ai beni e servizi di consumo, che in alcune regioni rappresentano addirittura il 90% delle emissioni di anidride carbonica. Servono dunque soluzioni innovative non solo per ridurre l’impronta di carbonio, ma anche per aumentare l’efficienza produttiva e spingere i consumatori a scegliere prodotti low carbon. Che la Cina riesca a muoversi verso un’economia “verde”, il WWF ne è convinto; si auspica però che il Governo possa definire linee guida da seguire in ogni area specifica e sviluppare politiche orientate alla protezione della biocapacità.